Indietro
menu
dopo lo stop all'area bandieri

Federmoda: no all'ipotesi polo commerciale a San Giovanni in M.

In foto: Giammaria Zanzini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 1 minuto
ven 14 feb 2020 18:24
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 1 minuto
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Dopo il sospiro di sollievo per il no della provincia al polo commerciale nell’area Bandieri di Misano Confcommercio e Federmoda tornano all’attacco: “Non è un unico diniego che ci può far mettere il cuore in pace – spiega il referente provinciale di Federmoda – Confcommercio, Giammaria Zanzini -”.

Al centro della riflessione la possibile area commerciale di San Giovanni in Marignano. “Ora abbiamo a che fare con il probabile arrivo di un’altra area periferica dedicata al commercio nel territorio di San Giovanni in Marignano. In un Comune che – dice Zanzini – insieme a quelli limitrofi, nel raggio di 7 chilometri (Cattolica, Morciano, San Clemente, Misano, Saludecio, Montegridolfo, e nella provincia di Pesaro quelli di Gradara e Tavullia) cubano poco più di 69.000 persone residenti. Non credo ci sia nemmeno bisogno di affermare che le superfici della grande distribuzione esistenti siano abbondantemente sufficienti a rispondere alla domanda del territorio“. 

I rappresentanti dell’associazione lunedì incontreremo il sindaco di San Giovanni in Marignano, Daniele Morelli e ribadiranno la loro contrarietà “consapevoli che si tratta di una partita diversa da quella di Misano ma ugualmente preoccupante per il commercio di vicinato“.

Richieste anche alla Regione e alla nuova Giunta: “chiediamo che imponga lo stop alla costruzione di nuove piattaforme commerciali sopra i 10.000 mq, almeno per i prossimi 10 anni, perché ogni sindaco che sogna di dotare il suo Comune di una nuova rotonda o di un nuovo cavalcavia potrebbe pensare di utilizzare gli allettanti oneri di urbanizzazione correlati a nuove mega-costruzioni, senza calcolare che esse vengono creare sulle spalle dei commercianti che chiudendo impoveriscono il territorio in un circolo vizioso che rischia di rendere inutile la stessa scelta infrastrutturale”. Basta anche ai privilegi per Temporary Store e Outlet a causa di una normativa lacunosa o totalmente assente e stop ai saldi straordinari.