sabato 7 dicembre 2019
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Canoni insostenibili

Darsene a rischio. Gnassi in piazza con Gennari: truffa di Stato

In foto: la manifestazione con i sindaci Gnassi e Gennari
di Andrea Polazzi   
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lun 2 dic 2019 13:17 ~ ultimo agg. 16:49
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Passano i Governi, di qualsiasi colore, ma al di là dei proclami nessuno ancora ha messo mano alla situazione delle darsene turistiche che vedono a rischio il loro futuro.

Oggi, come accaduto lo scorso anno, sotto i portici del comune di Rimini è andata in scena la protesta nazionale degli addetti ai lavori, con tanto di giubbotto di salvataggio. Ad organizzarla Assomarinas (Associazione Italiana Porti Turistici) in collaborazione con Ucina (Confindustria Nautica). Insieme a loro i sindaci di Rimini e Cattolica dove insistono due delle darsene che, benché fiore all’occhiello del territorio, rischiano di non avere futuro. Tutto nasce con la Legge Finanziaria del 2007 in cui, nel rideterminare i canoni annui per le concessioni con finalità turistico-ricreativa si chiedeva la stessa applicazione anche alle zone del mare territoriale ‘aventi per oggetto la realizzazione e la gestione delle strutture dedicate alla nautica da diporto’. In sostanza i canoni dei concessionari delle darsene sono più che quadruplicati causando, in un contesto già di crisi del settore, gravi situazioni di sofferenza finanziaria e un gran mole di contenziosi che hanno ottenuto giudizi contraddittori tra loro. In un emendamento depositato un paio di settimane fa da Anci si chiede di non applicare i canoni della Finanziaria 2007 alle darsene che hanno ottenuto la concessione prima della sua entrata in vigore. Per Darsene con quella di Rimini e Cattolica è questione di sopravvivenza ma anche di giustizia. “E‘ una truffa di Stato” dice il sindaco Andrea Gnassi. “Fai un contratto e il giorno dopo ti cambiano le carte in tavola” prosegue. “Andiamo insieme a parlare col ministro” propone il primo cittadino di Cattolica Mariano Gennari al collega. “Ci devono ascoltare perché sono i territori la ricchezza di questo Paese.” “Non dobbiamo andare solo noi due, ma tutti insieme, per avere una risposta seria e definitiva” – ha aggiunto Gnassi.

Nel corso della manifestazione hanno preso parola anche Luigi Ferretti di Marina di Rimini, il presidente di Assomarinas Roberto Perocchio e Saverio Cecchi presidente di Ucina.

Siamo alla seconda manifestazione qui a Rimini e speriamo che sia l’ultima – ha detto Ferretti ripercorrendo le tappe della vicenda – Siamo alla fantascienza. Ci sono almeno tante sentenze che ci danno ragione, tra cui quella della Corte Costituzionale” che ha evidenziato le necessità di rivedere la norma. “Siamo primi per yacht e servizi, abbiamo i porti turistici più belli del mondo, ma ora siamo all’ultima spiaggia – ribadisce Cecchi – Sono presidente da appena sei mesi e mi sono trovato sul tavolo questa vergogna. Ne ho parlato col Ministro Toninelli prima e con il Ministro De Micheli poi, sono arrivato a minacciare il blocco del porto di Genova. Confidiamo che si trovi una soluzione nella finanziaria di fine anno”. “Ci sono i tempi per inserire l’emendamento in Finanziaria – gli ha fatto eco PerocchioUn emendamento di tre righe, semplicissimo, che ribadisca un concetto chiaro: non si applica il nuovo canone a chi ha investito per costruire le infrastrutture. Tanti ci sostengono: penso ad Anci, che ha più volte lavorato per presentare l’emendamento o al consiglio della Regione Emilia Romagna che ha impegnato la Giunta a insistere col Governo perché si arrivasse ad una soluzione

 

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