venerdì 13 dicembre 2019
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Ma resta il caos

Concessioni demaniali, pollice verso ai rinnovi automatici

In foto: repertorio
di Redazione   
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mer 20 nov 2019 17:48 ~ ultimo agg. 18:14
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Dal Consiglio di Stato un giudizio negativo alle concessioni demaniali rinnovate automaticamente senza gara pubblica (prorogate al 2033 dalla Legge di Bilancio del 2018). La sentenza, pubblicata ieri, era relativa a una vecchia vicenda di Santa Margherita Ligure dove un privato aveva presentato ricorso alla magistratura amministrativa a seguito del rifiuto del Comune di indire una gara pubblica su una concessione demaniale confermando così l’assegnazione alla società già concessionaria.

Secondo la complessa sentenza, “la proroga ex lege delle concessioni demaniali aventi natura turistico-ricreativa non può essere generalizzata, dovendo la normativa nazionale ispirarsi alle regole della Unione europea sulla indizione delle gare”. “Qualora emerga contrasto tra la norma primaria nazionale o regionale e i principi del diritto eurounitario, è fatto obbligo al dirigente che adotta il provvedimento sulla base della norma nazionale (o regionale) di non applicarla”.
Si legge: “Anche la più recente proroga legislativa automatica delle concessioni demaniali in essere fino al 2033, provocata dall’ art. unico comma 683, legge 30 dicembre 2018 n. 145 (…) è coinvolta, con le conseguenze del caso, nel ragionamento giuridico sopra esposto e ciò, non solo perché detta disposizione rievoca norme nazionali già dichiarate in contrasto con l’ordinamento eurounitario dalla corte di giustizia nel 2016 (determinando una giuridicamente improbabile reviviscenza delle stesse) ma, a maggior ragione, dopo il recente intervento della Corte di giustizia UE che, nella sentenza 30 gennaio 2018, causa C-360/15 Visser, ha esteso addirittura la platea dei soggetti coinvolti dalla opportunità di pretendere l’assegnazione della concessione demaniale solo all’esito dello svolgimento di una procedura selettiva”
Gli atti di proroga delle Amministrazioni Comunali “sono esclusivamente ricognitivi ed illustrativi della previsione normativa nazionale, ma sostanzialmente e giuridicamente inidonei a determinare la proroga della concessione”.

I balneari ricordano però una recente pronuncia dello stesso consiglio dava torto al Comune di Anzio che voleva indire una gara per una spiaggia, implicitamente confermando – per i balneari – la proroga di 15 anni delle concessioni demaniali. E, nell’intricato caso ligure, il Consiglio di Stato ha annullato gli atti in cui il Comune aveva respinto le richieste della società ricorrente di istituire una gara pubblica, senza invece ritenere nulli quelli che rinnovavano la concessione che conterrebbero solo un “vizio di illegittimità” (di cui il dirigente resta comunque responsabile). Il caos non pare del tutto superato.

 

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