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Siria. Incontro con il francescano Padre Bahjat di Damasco

In foto: Padre Bahjat Karakach
di Simona Mulazzani   
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dom 27 ott 2019 09:06 ~ ultimo agg. 09:27
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In occasione del Mese Missionario, si terrà mercoledì 30 ottobre alle 21.15 al centro Tarkovskji a Rimini l’incontro pubblico con il francescano siriano Padre Bahjat Karakach di Damasco, organizzato dal centro culturale Il Portico del Vasaio e dal Comitato Nazarat.

La guerra mossa dalla Turchia nella zona controllata dai curdi, con tutti gli eventi connessi, ha riportato l’attenzione internazionale sulla Siria, paese chiave del Medio Oriente già martoriato da
anni di conflitti. Mercoledì ci sarà l’incontro dal titolo “Siria, la lunga Guerra (2011-2019), storie e testimonianze di Cristiani”. Il relatore è Padre Bahjat Karakach del Convento della Conversione di San Paolo, Damasco. Il religioso racconterà come vivono i cristiani la loro missione nella società siriana, e spiegherà come i cattolici di Occidente, anche a Rimini, possano favorirla e accompagnarla. Sullo sfondo, un approccio realistico alla politica interna ed internazionale di un paese, la Siria, sul quale convergono gli opposti interessi economici e geo- politici delle grandi potenze.
Ma, paradossalmente, proprio in questo scenario apparentemente senza soluzioni il ruolo della minoranza cristiana può essere di decisiva importanza: "il numero dei cristiani è più che dimezzato, sicuramente, in Siria – ha dichiarato Karakach -, ma possiamo dire sempre che, pur essendo piccola, resta una comunità molto impegnata nella società siriana, che cerca di portare i valori del Vangelo e i valori cristiani. Una comunità culturalmente formata, che non ha mai preso le armi, quindi è dialogante con tutti, è una garanzia anche per il futuro della Siria e per salvarla. Il nostro Presidente Bashar al-Assad ha detto che i cristiani qui non sono un annesso, qualcosa in più, ma sono le radici di questa società e i garanti del pluralismo in Siria: la comunità cristiana ha questa missione ed è per questo che deve rimanere qui. Io dico sempre: aiutateci a non a lasciare questo Paese per altri migliori e a rimanere qui per continuare la nostra missione
In particolare l’importanza della presenza della comunità francescana in Damasco si segnala, ad esempio, per l’aiuto mensile che dà a 500 famiglie bisognose.

La società siriana – dice ancora padre Bahjat – è una società pluralista, un mosaico di culture e religioni. Noi siriani siamo quindi abituati a vivere con chi è diverso da noi. Forse non esistono livelli di dialogo teorico ma la convivenza quotidiana esiste da sempre, anche con tutte le fatiche, intendiamoci. Però non si può tacere il fatto che nell’islam c’è una corrente fondamentalista, sostenuta e alimentata da alcuni Stati arabi, l’Arabia Saudita per esempio, che purtroppo ha deformato il pensiero di molti siriani, che si sono lasciati prendere dalla volontà di annientare il diverso. Questo per noi cristiani è una sfida. Non dobbiamo vivere nella paura ma saper prendere l’iniziativa e accettare questa sfida, anzitutto essendo ‘lievito’ nella società

 

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di Redazione