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Fondi dalla Regione

Aiuti economici per l'affitto a tremila famiglie riminesi

In foto: Emma Petitti
di Redazione   
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gio 31 ott 2019 16:09 ~ ultimo agg. 16:36
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Sono circa 3000 le famiglie del riminese che beneficeranno della nuova misura varata dalla Regione Emilia-Romagna che prevede un contributo di un massimo di 3 mila euro (fino a 6 mensilità in un anno) per il pagamento dell’affitto. Una misura economica da 36 milioni di euro nel trienni che a livello regionale determina un aumento del Fondo sociale per l’affitto rispetto al passato e che, si stima, aiuterà circa 36 mila nuclei famigliari residenti in Emilia-Romagna con un reddito Isee compreso tra 3mila e 17mila euro. Quasi 13 milioni di euro sono disponibili già dal 2019.

 “Un aiuto concreto che la Regione intende rendere strutturale per venire incontro alle persone che purtroppo, per diversi motivi, vivono in condizioni di difficoltà economiche – dichiara l’Assessora al Bilancio della Regione Emilia-Romagna Emma Petitti -. Le politiche di welfare in questi anni di legislatura hanno sempre rivestito un ruolo di grande importanza e sono state al centro di un processo di rinnovamento. Quest’anno la dotazione del Fondo affitti risulta aumentata del 20% rispetto al 2015. Il bonus affitto, che potrà arrivare a 3 mila euro e potrà variare da 2 a 6 mensilità, è a discrezione dei Comuni. A beneficiarne saranno circa 36 mila famiglie del territorio, di cui circa 3mila del riminese. In questi giorni stiamo lavorando inoltre al bilancio del 2020 con la ferma intenzione che scelte come queste, di attenzione verso le classi più deboli, siano anche in futuro una delle nostre priorità. Per non lasciare indietro nessuno”.

Attivato dalla legge nazionale 431/1998, il Fondo affitti ha conosciuto negli anni alterne vicende. Nel 2015 è stato modificato riguardo alla ripartizione delle risorse: per distretti socio-sanitari e non più per Comuni. Per il 2019, lo Stato ha consentito di utilizzare per il sostegno all’affitto le risorse ancora disponibili della legge per la morosità incolpevole, poco utilizzata a causa della ristrettezza dei vincoli imposti ai bandi comunali.

Con l’obiettivo di aumentare l’efficacia del provvedimento, ora sono stati individuati nuovi criteri e regole per la gestione del Fondo.  Come nel 2015, il riparto delle risorse avviene per distretto socio-sanitario, ma per il 50% sulla base del numero delle famiglie residenti, per il 25% rispetto alle risorse concesse ai singoli Distretti nel 2015 e per il restante 25% in base al numero di richieste soddisfatte sempre nel 2015. Ai Comuni spetta invece il compito di indire i bandi rivolti alle famiglie per la richiesta del contributo.

Un’altra novità del Fondo affitti è la raccolta, richiesta ai Comuni, di alcune informazioni sui nuclei familiari in affitto (non nel patrimonio ERP), che dichiarano un reddito Isee fino a 41mila euro: una richiesta di collaborazione – facoltativa – utile a definire la fotografia del disagio abitativo presente in regione e per programmare l’utilizzo delle prossime risorse. Per questo, contemporaneamente ai Bandi per l’assegnazione delle risorse 2019, sarà possibile per i nuclei famigliari, compilare un modulo per la raccolta delle informazioni richieste (dal genere di occupazione al tipo di contratto di locazione).

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