mercoledì 20 novembre 2019
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Indagine Camera Commercio

Turismo, più presenze meno redditività. Male manifattura e commercio, bene export

In foto: Alberto Zambianchi e Cinzia Cimatti
di Andrea Polazzi   
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mer 18 set 2019 14:03 ~ ultimo agg. 19 set 10:43
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La parola d’ordine è “tenuta”. I primi sette mesi del 2019 per l’economia riminese, come per quella nazionale, sono stati complicati. L’analisi elaborata dalla Camera di Commercio mette in luce un rallentamento generalizzato con alcune criticità ma anche alcuni aspetti positivi.

In primis l’export: da gennaio a giugno si registra un +5,7% (migliore del dato regionale e nazionale) trainato da mezzi di trasporto e prodotti in metallo. Dopo tanti anni di difficoltà, aumenta dell’1% il volume d’affari nelle costruzioni, ma si dovrà verificare se si tratta di una ripresa duratura. Confermata la lieve crescita del turismo anche se, a fare da contraltare al segno più di arrivi e presenze, c’è un preoccupante calo del 3,1% del volume d’affari.

L’indagine evidenzia comunque, non solo nel turismo, problemi di redditività per le imprese. Il commercio al dettaglio vede una crescita delle vendite (+0,4%) tutta da addebitare però alla grande distribuzione. I negozi piccoli e medi continuano invece a soffrire. In difficoltà il comparto agricolo (colpito da maltempo e insetti) e il manifatturiero dove a Rimini si registrano diminuzioni di produzione, fatturato e ordini nettamente superiori a quelli dell’Emilia Romagna. Torna a crescere la cassa integrazione: +23% complessivo con un notevole +68% per quella straordinaria

I dati Istat confermano la provincia, fanalino di coda in Regione per tasso di disoccupazione: 8,7% contro il 5,8 dell’Emilia Romagna. Alla voce credito, diminuiscono i prestiti alle imprese, in particolare quelle più piccole. Una contrazione che riguarda principalmente il settore costruzioni. Le previsioni per l’immediato futuro evidenziano una situazione di stabilità. Per la crescita (stimata allo 0,7%) si dovrà attendere il 2020.

I dati in dettaglio a cura della Camera di Commercio

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 31/7/2019, è costituito da 34.270 imprese attive (sedi), in diminuzione, seppur lieve, dello 0,4% rispetto al medesimo periodo del 2018; l’imprenditorialità è molto diffusa: 101 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). I settori maggiormente significativi in diminuzione sono il Commercio, il Manifatturiero, l’Agricoltura e le Attività sportive e di divertimento; in aumento, invece, i Servizi di alloggio e ristorazione, l’Immobiliare, le Attività professionali e tecniche, i Servizi alle imprese e alle persone. Stabili le imprese delle Costruzioni.

Più della metà (il 52,7% del totale delle imprese attive) sono imprese individuali, mentre le società di capitali, pari al 20,4% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, il 94,2% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da imprese con meno di 10 addetti.

Le start-up innovative al 2/9/2019 risultano 106 (l’11,5% delle start-up regionali), in calo rispetto a settembre 2018 (-3,6%).

In flessione il numero delle imprese artigiane (9.592 unità al 30/6/2019; -0,8% rispetto allo stesso periodo del 2018), così come decresce, in misura più netta, il numero delle imprese cooperative (287 unità al 31/7/2019; -5,0% annuo).

Riguardo ai principali settori, al 31/7/2019 si contano 2.479 imprese agricole attive, in diminuzione dello 0,9% rispetto al medesimo periodo del 2018. In flessione anche le imprese del comparto Pesca e acquacoltura (200 unità, -2,9%). Nel periodo gennaio-agosto 2019, nel mercato ittico di Rimini, si rileva un incremento delle quantità commercializzate (+9,7% sul medesimo periodo del 2018) e una crescita del valore del pescato (pari a 6,8 milioni di euro nei primi 8 mesi dell’anno, +7,3% rispetto al medesimo periodo del 2018).

I dati relativi all’indagine congiunturale Unioncamere Emilia-Romagna, al 2° trimestre 2019, mostrano risultati negativi per gli indicatori dell’industria manifatturiera: rispetto al 2° trimestre 2018, infatti, si assiste ad un decremento della produzione (-2,2%), del fatturato (-2,5%) e degli ordinativi (-3,4%), con aspettative per il terzo trimestre orientate principalmente alla stabilità. Dal punto di vista strutturale, al 31/7/2019, si rileva una diminuzione tendenziale (-0,5%) della consistenza delle imprese manifatturiere attive, che si attestano sulle 2.561 unità.

Per il settore delle costruzioni si riscontra stabilità nel numero delle imprese attive, che risultano 4.855 al 31/7/2019. In aumento, invece, il volume d’affari del settore: +1,0% nel 2° trimestre del 2019, rispetto ad analogo periodo del 2018, con prevalenti aspettative di stabilità per il terzo trimestre (fonte: indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna).

Riguardo al commercio al dettaglio, le vendite nel 2° trimestre 2019, rispetto al medesimo periodo del 2018, tornano ad essere in crescita, seppur lieve (+0,4%); le performance sono differenti sia per quel che riguarda i vari comparti (alimentare: -1,7%, non alimentare: -0,1%, supermercati/iper: +6,6%) che per quanto concerne la dimensione (piccola distribuzione: -0,9%, media distribuzione: -3,3%, grande distribuzione: +4,5%). In termini di numerosità, invece, risultano in calo le imprese attive del commercio al dettaglio (4.984 aziende al 31/7/2019, -2,9%). Diminuisce, inoltre, anche la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (all’ingrosso, al dettaglio e riparazioni autoveicoli), che conta 8.726 imprese al 31/7/2019 (-2,3% rispetto al 31/7/2018).

In aumento l’export nei primi sei mesi del 2019 (+5,7% rispetto ad analogo periodo 2018). La dinamica crescente è dovuta soprattutto al buon andamento delle esportazioni dei mezzi di trasporto (+58,4%), in particolare delle navi e imbarcazioni (+61,7%, 97,8% dell’export del settore); tra i principali settori, positive anche le dinamiche dei macchinari (+0,7%), prodotti in metallo (+18,5%) e prodotti alimentari (+12,0%), mentre risultano negative quelle del tessile-abbigliamento (-2,6%), degli apparecchi elettrici (-5,5%), degli articoli in gomma e plastica (-7,1%). Le esportazioni verso i Paesi della UE (che incidono per il 55,2% del totale dell’export provinciale) crescono del 5,2%, grazie soprattutto al contributo del Regno Unito (+31,6%); riguardo alle altre macro aree di destinazione maggiormente significative per peso dell’export, risultano in crescita Asia orientale (+6,1%) e America centro-meridionale (+108,3%), in diminuzione America settentrionale (-10,5%), causa flessione verso gli Stati Uniti (-9,3%, principale Paese export) e Paesi europei non UE (-6,2%). Le importazioni provinciali, nel complesso, registrano una lieve flessione dello 0,6%.

Le imprese attive che erogano servizi di alloggio e ristorazione (4.768 unità al 31/7/2019) risultano in lieve aumento rispetto al 31/7/2018 (+0,3%). Nel periodo gennaio-luglio 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il movimento turistico presenta dati positivi: aumentano, infatti, sia gli arrivi totali (+0,9%) sia le presenze complessive (+1,0%). Nel dettaglio, la dinamica crescente dei turisti stranieri (+3,2% di arrivi, +1,8% di presenze) risulta migliore rispetto a quella dei turisti italiani (+0,3% di arrivi, +0,8% di presenze). In aumento le presenze nelle strutture alberghiere (+1,3%), nelle quali si concentra il 93,4% delle presenze complessive; in calo quelle nelle strutture complementari (-2,2%). In diminuzione il volume d’affari registrato dal settore nel 2° trimestre dell’anno (-3,1% rispetto al medesimo trimestre del 2018) (fonte: indagine congiunturale Unioncamere Emilia-Romagna).

Comparto dei trasporti: le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” sono in flessione del 2,8% su base annua (616 unità al 31/7/19), analogamente alla dinamica del settore nel suo complesso (989 unità, -1,6%). Positivi, invece, i dati sul movimento passeggeri all’aeroporto Fellini: +19,5% di arrivi e +20,6% di partenze nel periodo gennaio-luglio 2019, rispetto al medesimo intervallo del 2018.

I dati ISTAT Forze di lavoro relativi al 1° trimestre 2019, elaborati dal sistema camerale Emilia-Romagna, rilevano per la provincia di Rimini:

– un tasso di attività 15-64 anni (74,3%) sostanzialmente in linea col dato regionale (74,4%) e superiore a quello nazionale (65,7%);

– un tasso di occupazione 15-64 anni (67,6%) inferiore al dato regionale (70,0%) e migliore di quello nazionale (58,7%);

– un tasso di disoccupazione 15 anni e più (8,7%) più alto del dato regionale (5,8%) ma inferiore alla media nazionale (10,5%);

– un tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni (21,4%) maggiore di quello dell’Emilia-Romagna (17,6%) ma più contenuto del dato Italia (32,0%).

I dati “destagionalizzati” SILER, elaborati dall’Agenzia Regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna riportano, per il primo trimestre 2019 (rispetto al quarto trimestre del 2018), un incremento sia delle attivazioni di lavoro dipendente (+1,3%) sia delle relative cessazioni (+3,0%); il saldo occupazionale (differenza tra numero dei rapporti attivati e cessati), per i primi tre mesi dell’anno, è negativo (-99 posizioni lavorative). Il 76,7% delle attivazioni risulta essere a tempo determinato.

Relativamente al ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, nel periodo gennaio-luglio 2019 risultano autorizzate n. 792.203 ore totali, con un sensibile incremento, rispetto ad analogo periodo 2018 (+23,0%). In forte aumento il ricorso alla CIG Straordinaria (+67,9%) mentre cala quella Ordinaria (-28,6%); raddoppiano le ore autorizzate nel manifatturiero (+97,4%), diminuiscono quelle relative a costruzioni (-22,6%) e commercio (-78,4%).

Riguardo all’andamento del credito, a giugno 2019 i prestiti alle imprese, che ammontano a 5,2 miliardi di euro (59,1% del totale clientela), risultano in diminuzione (-2,0% rispetto al medesimo periodo del 2018); calano i prestiti verso le piccole imprese (-7,0%), mentre rimangono stabili quelli verso le imprese medio-grandi (+0,1%). Riguardo alle attività economiche, la contrazione dei prestiti investe soprattutto il settore delle costruzioni
(-9,4%); il calo riguarda anche quelli relativi ai servizi (-0,8%) mentre sono stabili verso il manifatturiero (+0,1%). In crescita invece i prestiti alle famiglie (+1,5%). Le sofferenze sui prestiti totali, al primo trimestre 2019, sono state pari al 6,84% (Emilia-Romagna: 6,05%, Italia: 4,86%). Il ritmo di crescita delle nuove sofferenze rilevato in provincia nel secondo trimestre 2019 (+1,9%) risulta superiore a quello regionale (+1,4%) (fonte: Banca d’Italia – Ufficio Ricerca Economica di Bologna).

Gli scenari di previsione predisposti da Prometeia e aggiornati a luglio, infine, stimano, per la provincia di Rimini, una sostanziale stabilità del valore aggiunto (+0,1%) nel 2019 (Emilia-Romagna +0,6%; Italia +0,1%) e una crescita annua dello 0,7% nel 2020 (Emilia-Romagna +0,9%; Italia +0,5%).

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