martedì 15 ottobre 2019
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In foto: da sin. M. Baldacci Dir. Confagricoltura FC-RN, P. Rinaldis Pres. Federalberghi Rimini, P. Maggioli Pres. Confindustria Romagna, M. Mazzotti Pres. Legacoop Romaga, F. Marinelli Segretario Generale CISL Romagna, A. Maremonti Pres. Confindustria FC
di Simona Mulazzani   
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lun 16 set 2019 13:12 ~ ultimo agg. 17 set 12:03
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Avere una voce unica per farsi ascoltare e per contare di più in Italia, ma anche a livello internazionale. Con questo obiettivo nasce Città Romagna, che mette insieme importanti forze imprenditoriali e associative del territorio romagnolo. Dopo mesi di gestazione oggi è arrivata la firma tra i primi sette soggetti che hanno creduto a questa possibilità e che li impegna in questo percorso comune.

 

A breve, assicurano, sarà nominato un portavoce : “Una persona che dia lustro al progetto” hanno detto i promotori e saranno presentati i punti programmatici. A sedersi allo stesso tavolo Federalberghi Rimini, Cisl Romagna, Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, Confcooperative Ravenna e Rimini, Confindustria Forlì-Cesena, Confindustria Romagna e Legacoop Romagna che insieme rappresentano 4.000 aziende e 104 mila lavoratori, per un fatturato di circa 39 miliardi di euro.

Sistema aeroportuale, università, alta velocità e infrastrutture in genere sono al centro dell’attenzione dei soggetti promotori. “Vogliamo muoverci unitamente su infrastrutture, lavoro, welfare, ambiente, tecnologia, formazione, sistema educativo, stile di vita, turismo e cultura, ragionando “come se” fosse una città unita, e mettendo così in atto azioni virtuose a beneficio di tutta la comunità”.

La Romagna – dicono – pur avendo raggiunto elevati standard di benessere e di sviluppo, non ha ancora espresso in pieno le sue grandi potenzialità. I dati comparativi mostrano che esiste ancora un deficit di competitività rispetto alla vicina Emilia, a Milano e al triangolo che il capoluogo lombardo forma assieme alle città venete e alla città metropolitana di Bologna: un gap che può essere colmato con uno sforzo comune. L’unità d’intenti tra le realtà economiche, associative, sociali e amministrative garantirebbe la forza necessaria per confrontarsi alla pari con le zone all’avanguardia. Le nostre singole città, pur espressione di eccellenze, da sole infatti non hanno le dimensioni demografiche ed economiche per poter competere in una sfida in cui le grandi città e le aree metropolitane sono le capofila dello sviluppo economico e sociale”

Tra le prime richieste un impegno alle istituzioni perchè diano risposte ai territori, rimasti “orfani” delle province: “lo svuotamento delle Province ha creato incertezza e confusione, per questo le associazioni auspicano anche l’avvio di un dibattito sull’istituzione di una nuova provincia di Romagna, dotata delle medesime competenze e deleghe riconosciute alla città metropolitana di Bologna. Questo “fare insieme” per lo sviluppo, per volontà precisa delle Associazioni firmatarie, non ha pretese autonomistiche: l’obiettivo è avere una Romagna più forte in una regione più forte”.

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