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di Redazione   
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sab 6 lug 2019 11:23
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Grande preoccupazione per il rimpallo di responsabilità tra azienda e amministrazione comunale col tentativo di strumentalizzare i lavoratori. Ad intervenire sul caso Rovereta Petroltecnica sono Cgil, Cisl e Uil territoriali in una nota congiunta insieme alle Rsu.

Le vicende che coinvolgono la Rovereta – scrivono – sono note sin dall’inizio, dal 19 Febbraio scorso quando era stato posto sotto sequestro una parte dell’impianto, risolto positivamente per l’Azienda, a cui ne era seguito un secondo sulle Biopile, e due Ordinanze, di demolizione e divieto di utilizzo degli edifici, per irregolarità edilizie ed urbanistiche, da parte del Comune di Coriano”.
I sindacati ricordano di aver “richiesto l’apertura di un tavolo di Crisi presso la Prefettura, dove abbiamo trovato massima disponibilità e professionalità. Ci sono stati 4 incontri in Prefettura (29/3, 9/4, 17/5 e 2/7) tra tutte le parti interessate: oltre ad Azienda e Comune di Coriano, Provincia, Agenzia regionale del Lavoro della Regione, RSU e Organizzazioni Sindacali“.

Martedì scorso – prosegue la nota –, durante l’ultimo incontro in Prefettura, siamo stati informati, come da comunicato stampa prefettizio del 3 Luglio, che nonostante la disponibilità al confronto di Azienda e Comune, non è stato possibile risolvere la situazione e superare i termini prescrittivi dell’ordinanza comunale 19/2019 tramite Accordo. Siamo stati informati che nella giornata di Lunedì 4 Luglio Rovereta aveva depositato ricorso al TAR contro l’Ordinanza comunale, e che sempre Rovereta aveva in Agenda per Mercoledì 3 Luglio il Consiglio d’Amministrazione e l’Assemblea dei Soci, che avrebbe dovuto valutare e deliberare sulle sorti future dell’azienda. Il Tavolo si è concluso con l’impegno prefettizio di riconvocazione immediatamente dopo la decisioni del TAR, prevista per i primi giorni della prossima settimana, e le deliberazioni dell’Assemblea dei Soci Rovereta“.
I sindacati si dicono quindi preoccupati dalla “dinamica di rimpallo di responsabilità tra azienda e Amministrazione Comunale ed il tentativo di strumentalizzare i lavoratori. E, proprio per questo, ritengono necessario affermare che, nell’interesse comune, la priorità deve essere rappresentata dalla tutela occupazionale, anche attraverso ammortizzatori sociali conservativi, in attesa che la situazione si risolva positivamente. Per questo obiettivo si cercheranno tutte le interlocuzioni necessarie anche a livello istituzionale e, se si renderanno necessarie, si metteranno in campo anche iniziative di mobilitazione“.

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