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mar 4 giu 2019 14:33
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Via libera in V Commissione consigliare alla proposta di vendita da parte di Rimini Holding della quota di “azioni libere” detenute in Hera. Si tratta di 1.878.628 azioni (pari al 9,2% della partecipazione societaria complessiva della Holding) ed è una revisione al rialzo della quota già destinata ad essere messa sul mercato nel 2019. I 4,7 milioni che si prevedono di incassare serviranno, spiega l’amministrazione, a dimezzare il mutuo residuo verso Monte Paschi di Siena e ad aggiungere risorse a copertura di alcuni importanti investimenti in parte straordinaria. “Solo scorsa settimana – spiega l’assessore al bilancio Gian Luca Brasiniil consiglio ha approvato una variazione di bilancio per la copertura di interventi per l’edilizia scolastica che ammontano complessivamente a circa 4 milioni. Si tratta di opere rilevanti, tra tutte l’intervento alla scuola Ferrari che da sola vale 2,9 milioni e per la quale il Miur ha riconosciuto un contributo di 900 mila euro. Attraverso l’incasso previsto dalla vendita delle azioni libere di Hera andremo quindi a ripristinare le risorse necessarie per finanziare gli investimenti in parte straordinaria”.

La proposta, una volta approvata dal Consiglio Comunale, sarà portata il 18 giugno all’assemblea dei soci che autorizzerà l’amministratore unico di Rimini Holding all’attuazione della vendita, prevista tra la fine di giugno e il mese di settembre.

Critiche però arrivano dalla Lega. “Queste azioni – attacca Matteo Zoccarato sono un importante tesoretto per la comunitá riminese. Ogni anno garantiscono al comune entrate importanti in termine di dividendi. Entrate sicure e “indolore” per i contribuenti, che comportano ovviamente maggiori servizi, o minori necessità di attingere dalle tasche dei cittadini”. Secondo il consigliere “andare a vendere queste azioni per abbattere un debito con un piano di ammortamento già definito” “è un’operazione miope e porterà benefici solo nel breve termine. Ma la città continuerà a vivere anche dopo il 2021”. Zoccarato ricorda la precedente vendita di azioni Hera del 2017 per “un fantomatico piano di riasfaltatura strade, di cui noi non abbiamo più avuto contezza”. “In conclusione – chiosa -, questa continua e costante disperata ricerca di risorse da parte dell’amministrazione, che si traduce nella dismissione dei gioielli di famiglia e nell’aumento di tasse e tariffe a destra e a manca (l’addizionale Irpef é solo l’ultima della serie), ci fa sospettare che la situazione generale non sia cosi rosea come ce la stanno disegnando”.

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