lunedì 19 agosto 2019
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In foto: il mercato ittico
di Andrea Polazzi   
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mar 25 giu 2019 13:53 ~ ultimo agg. 16:21
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Un 2019 che si apre tra luci ed ombre per l’economia riminese, che risente del clima di incertezza del Paese. Tra i settori in maggior sofferenza, e non è una novità, c’è il commercio e in particolare quello al dettaglio. L’osservatorio elaborato dalla Camera di Commercio della Romagna evidenzia nel primo trimestre dell’anno un calo delle vendite dello 0,6%. Più penalizzato è il comparto alimentare (-2,1%) mentre piccola e media distribuzione faticano maggiormente rispetto ai colleghi più grandi che ancora vantano il segno più (+0,6%). Rispetto al primo trimestre 2018 le imprese attive nel commercio al dettaglio calano di quasi il 3% (sono 4.972).

Risultati contrastanti invece per l’industria manifatturiera dove cresce dell’1% la produzione, resta però stabile il fatturato e diminuiscono dell’1,3% gli ordinativi. Da segnalare anche il calo dell’export dopo un ottimo 2018.

Crescono invece le aziende attive nel settore alloggio e ristorazione.

Diminuiscono le imprese del comparto pesca ma cresce il mercato ittico di Rimini: tra gennaio e maggio le quantità commercializzate aumentano del 14,6% e il valore del pescato del 10% (4,7 milioni di euro).

Il reparto costruzioni, benché ancora in difficoltà, vede un incoraggiante aumento del volume d’affari.

Proprio le imprese del settore costruzioni sono però quelle a trovare maggiori problemi nel ricorso al credito con una contrazione dei prestiti del 10,4%. In generale nel primo trimestre 2019 si registra una diminuzione del 2,1% dei prestiti alle imprese, trainato in particolare dal tracollo di quelli verso le realtà piccole (-6,9%). In crescita invece i prestiti alle famiglie (+1,7%). Un segno più che non può far piacere è invece quello delle sofferenze bancarie: nel primo trimestre 2019 sono aumentate del 2% contro l’1,5 della Regione. Il 2018 si era chiuso in provincia col 7,5% di sofferenze sul totale dei prestiti (in Emilia-Romagna era il 6,78 e il 5,5% in Italia).

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