lunedì 25 marzo 2019
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di Redazione   
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gio 14 mar 2019 11:51 ~ ultimo agg. 14:34
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Un inverno anomalo, con temperature fuori dalla norma e una carenza di neve e di pioggia (-40% rispetto alle precipitazioni attese) precludono a una stagione estiva con carenza di acqua e quindi ad un rischio per le coltivazioni con possibili danni al comparto agricolo locale. A lanciare l’allarme è la Coldiretti che spiega come il pericolo sia nel fatto che i pozzi non abbiano sufficiente portata a causa delle falde che non si sono rimpinguate.

Ma soprattutto rischiano di soffrire le aziende agricole situate lungo il corso dei fiumi, specialmente lungo il Marecchia. Qui, infatti, a causa del DMV (deflusso minimo vitale) troppo elevato è possibile che venga anticipato il divieto di prelievo di acqua ad uso irriguo.

“Il DMV sul Marecchia – evidenzia Giorgio Ricci, Vice Direttore di Coldiretti Rimini – è un annoso problema del quale ci siamo occupati in più occasioni chiedendone a gran voce la revisione, si ritiene infatti che il valore attuale sia troppo elevato rispetto alle caratteristiche torrentizie di un fiume, qual è il Marecchia, dalla portata non costante e legata alla frequenza e intensità delle piogge”.

Ricci sottolinea anche “il complesso iter burocratico della  richiesta di deroga per la quale, anziché dare un riscontro in maniere celere e immediata considerata l’emergenza, in quanto una sola settimana senza acqua può compromettere la sopravvivenza delle colture, si arriva ad una valutazione, spesso tra l’altro negativa con diniego alla deroga, solo a settembre. Tempi, quelli della burocrazia, che non coincidono con quelli dell’agricoltura mettendo troppo spesso a repentaglio gli investimenti e il futuro delle aziende”.

“A parte il problema delle zone agricole lungo il Marecchia, che meriterebbe un capitolo a parte – afferma il Presidente Coldiretti Rimini Guido Cardelli Masini Palazzi  – la scarsità di piogge nel periodo primaverile penalizza le colture portaseme e il blocco totale dei prelievi idrici nel periodo estivo penalizza, se non compromette totalmente, l’intero settore agricolo. Tra l’altro, oltre al siccità – prosegue il Presidente – gli agricoltori devono fare i conti con il rischio di gelate tardive che potrebbero causare danni importanti a peschi e soprattutto albicocchi già in fiore”.

È evidente, quindi, conclude Coldiretti Rimini, che se a fronte di eventi meteorologici anomali nulla si può fare, dove è possibile porre rimedi per regolamenti non adeguati, vedi il caso del DMV del Marecchia, non si può ulteriormente derogare.

“Dato che l’agricoltore deve già fare i conti con assurde difficoltà strutturali di mercato, penso a quelle distorsioni e speculazioni di filiera che fanno sì che per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti, nelle tasche dell’imprenditore agricolo finiscano meno di 15 centesimi, ingiustizia alla quale ora dovrebbe porre rimedio la nuova direttiva europea che mette al bando le pratiche commerciali sleali lungo la catena agroalimentare – riteniamo assurdo – aggiunge il Direttore Coldiretti Rimini Anacleto Malarache a livello locale si creino artificialmente, aggiungendo burocrazia su burocrazia, ulteriori ostacoli alla libera attività economica-agricola”.

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