lunedì 25 marzo 2019
di Serena Saporito   
lettura: 2 minuti
gio 14 mar 2019 17:53 ~ ultimo agg. 17:57
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Fino a 3 mila euro di rimborso dalla Regione, più uno sconto almeno del 15% sul prezzo di listino da parte dei concessionari. Era stato presentato così dalla Regione l’ecobonus per cambiare le auto inquinanti a inizio febbraio. Un bonus pensato per le famiglie, dopo una serie di interventi a favore delle imprese, da richiedere fino al 24 maggio da chi risiede in un Comune dell’Emilia-Romagna e ha un Isee familiare fino a 35mila euro l’anno.

Sotto accusa, ora, da parte del Movimento Cinque Stelle, un aspetto dell’iniziativa e il modo in cui è stato comunicato dalla Regione alla cittadinanza: lo sconto, del 15%,  aggiuntivo al bonus regionale intorno ai 2-3mila euro, che la Giunta emiliano-romagnola aveva garantito sarebbe stato applicato dai concessionari. I Cinque Stelle parlano di fake news, veicolata dalla Regione attraverso comunicati stampa, video e post sui social.

A sollevare la questione Andrea Bertani e Silvia Piccinini, rispettivamente capogruppo e consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, a seguito di proteste avanzate dai cittadini. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore Paola Gazzolo avevano parlato dello sconto come di un qualcosa di previsto da un protocollo d’intesa sottoscritto con le maggiori associazioni di case costruttrici. All’interno del documento si parlerebbe, però, “solo di una generica collaborazione da parte dei concessionari a pubblicizzare e a diffondere l’iniziativa dell’Ecobonus regionale. Nessun accenno a ulteriori sconti rispetto a quelli che già normalmente vengono offerti ai propri clienti”.

In pratica la Regione è accusata di aver fatto passare come rientranti nell’ecobonus scontistiche eventualmente già applicate dalle case automobilistiche, a fini promozionali.

E in effetti lo sconto di prassi rispetto al prezzo di listino viene confermato dalle concessionarie riminesi che abbiamo interpellato: uno sconto che, tra l’altro, può anche superare il 15% per alcune categorie professionali, come medici, avvocati o commercialisti; ma non arrivare necessariamente al 15% per chi non rientra in quelle categorie. O anche non esserci affatto. Il punto, ci spiega un commerciale del settore, è che si valuta in base all’auto che si intende acquistare: lo sconto – nel caso della sua concessionaria –  può avvicinarsi al 15%, ma solo se l’auto in questione è in pronta consegna, discorso diverso se deve essere ordinata.

“L’effetto di tutto questo – sostengono Bertani e Piccinini – è che molte persone interessate a cambiare auto per acquistarne una meno inquinante si recano dai concessionari sicuri di poter chiedere un ulteriore sconto del 15% sul prezzo finale del veicolo. Sconto che, invece, gli viene puntualmente negato”. In alcuni casi, aggiungono, lo sconto potrebbe già essere stato applicato di default dalle concessionarie.

“Invece di diffondere iniziative che non esistono” – è l’attacco del MoVimento 5 Stelle – “la Regione dovrebbe pubblicizzare gli incentivi del Governo, quelli sì certi e reali, scattati lo scorso 1^ marzo e che prevedono contributi fino a 6mila euro per l’acquisto di auto a basso impatto inquinante”.

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