venerdì 19 aprile 2019
In foto: Rimini
di Redazione   
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lun 25 mar 2019 07:17 ~ ultimo agg. 15:19
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Nella classifica sul benessere climatico pubblicata oggi da Sole 24 Ore, Rimini risulta al 25° posto tra i capoluoghi italiani con un incide di 621. Al primo posto Imperia con 799, All’ultimo Pavia e Vercelli con 402.

Il quotidiano economico ha messo per la prima volta a confronto le performance climatiche delle 107 città capoluogo di provincia in Italia. Il risultato è un indice del benessere climatico che fotografa il territorio attraverso 10 indicatori, ciascuno dei quali analizza l’andamento di un particolare fenomeno meteorologico città per città: ore di sole, ondate di calore, umidità relativa, raffiche di vento, brezza estiva, giorni freddi, piogge e nebbia sono alcuni degli eventi indagati per raccontare il gradimento del clima da parte della popolazione.

Per ogni parametro è stato elaborato il dato medio degli ultimi 10 anni (2008-2018), sino a ricavare un “Indice del clima” in base alla media dei punteggi riportati nei singoli parametri. Per ogni città è riportato anche l’andamento della temperatura media annua dal 2008 al 2018, che risulta ovunque in aumento. Rimini è 13esima per “ondate di calore” e 16° per indice di calore (voci in cui più si è in alto in classifica, più il valore è basso). A metà classifica per vento e piogge, è tra le città più nebbiose (80° posto) come in genere tutti i capoluoghi emiliano-romagnoli.

In particolare da evidenziare come, pur nel quadro generale di aumento delle temperature – l’ultimo febbraio è stato uno dei più caldi di sempre per l’Italia – la temperatura a Rimini sia cresciuta di 0,17 gradi nell’ultimo decennio.

Dietro l’indice del clima – dice il Sole 24 Ore fornendo le metodologie della ricerca – c’è una mole impressionante di dati, raccolti in un database di 16.000 stringhe di valori per ciascuna città e convalidati da esperti, registrati ogni sei ore nel periodo 2008 – 2018 per una serie di fenomeni come nebbia, ore di sole, temperature, umidità relativa, temperatura percepita, copertura nuvolosa, millimetri di pioggia.

Dall’esame di ciascuno degli indicatori che rilevano le performance meteorologiche dei 107 capoluoghi nel decennio 2008 – 2018, la città di Rimini si posiziona per il Soleggiamento (ore di sole al giorno) al 45° posto con 7.2 per i valori e 472,8 punti; per l’Indice calore (giorni annui di temperatura percepita maggiore di 30°) AL 16° (37.45 valori e 673,6 punti); per le Ondate di calore (sforamento dei 30° per più di tre giorni consecutivi) al 13° (42 e 573,5); per Eventi estremi (giorni annui con accumulo di pioggia maggiore di 40 mm.)al 40 (21 e 826,4); Brezza estiva (nodi medi giornalieri di vento) 40° (4.9172 e 363,6); Umidità relativa (giorni annui fuori dal comfort climatico)  30° (174.909 e 548,4); Raffiche di vento (giorni annui con raffiche maggiori di 25 nodi) 68° (21.36 e 879,4); Piogge (giorni annui in cui piove) 47° (86.45 e 615,5); Nebbia 80° 16.90 e 713); Giorni freddi 66° (20.09 e 552,1).

Una città non è un’isola – ha commentato l’assessore all’ambiente del Comune di Rimini Anna Montinied è chiaro che i cambiamenti climatici in atto nel mondo, che si manifestano con diverse forme, dagli eventi tropicalizzati anche alle nostre latitudini, a lunghi periodi di siccità, non possono essere che visti, come stiamo facendo a livello locale e come sta facendo la Regione Emilia Romagna, in un quadro sinergico di azioni comuni. le cause sono ormai purtroppo note e quella principale è, come dimostrato da numerosi studi scientifici, la crescita della concentrazione di anidride carbonica e di altri gas a effetto serra nell’atmosfera che se negli anni ’50 aumentava dello 0,8% all’anno ora, dagli anni ’80, ha bruscamente accelerato la propria crescita raggiungendo velocemente il 2% annuo. agli effetti del cambiamento climatico si associa l’aumento delle temperature medie e forse non è un caso che lo scorso febbraio sarà ricordato come uno dei più caldi di sempre. Bisogna che si prosegua con determinazione nell’applicazione delle strategie condivise comuni e individuate a livello internazionale perché l’aerosol nell’atmosfera continua a ridursi favorendo l’aumento delle radiazioni solari. andiamo avanti quindi con interventi che vanno dalla lotta all’inquinamento atmosferico alla crescita del verde urbano, dalla crescita dell’energia prodotta con fonti rinnovabili ad azioni finalizzate al risparmio energetico. questi sono i capisaldi su cui la nostra vita deve quotidianamente modellarsi con nuovi percorsi maggiormente virtuosi e rispettosi dell’ambiente se vogliamo sperare di invertire la preoccupante rotta che l’indagine del sole 24 ore, coi suoi dati impietosi, ci dimostra.”

Le tabelle.

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