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giovedì 4 marzo 2021
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36esima edizione

Riski e Tutto Scritto vincitori del Bellaria Film Festival

In foto: Moni Ovadia, Lina Wertmuller e Valerio Ruiz
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 31 dic 2019 12:00 ~ ultimo agg. 12:06
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Si è chiusa ieri la 36ma edizione del Bellaria Film Festival. Circa tremila presenze e forte componente di giovani, che hanno permesso, assieme alla nuova direzione artistica affidata a Marcello Corvino, di rilanciare il festival, con 18 film in gara (tra 93 proposte) sul tema articolo IX della Costituzione Italiana.

Per la sezione Bei Doc (documentari di qualsiasi formato con durata massima 90 minuti) ha vinto “Tutto è scritto” di Marco Pavan, di Treviso, premiato con 3000 euro. Il Bei Young Doc, per i documentaristi under30, è stato vinto invece da “Riski” di Otto Reuschel di Trieste, a cui sono andati 1000 euro. Il Doc con la migliore colonna sonora, scelto dal pubblico, è stato invece “Beo” di Francesca Pirano e Stefano Viali, a cui va il Premio Speciale Luis Bacalov di 500 euro.

MENZIONI SPECIALI

Bei Doc a “La morte legale” di Silvia Giulietti e Giotto Barbieri, “per la forza e la partecipazione con cui ha saputo ricostruire il processo creativo ed emozionale di un film leggendario – Sacco e Vanzetti – che ha narrato i pregiudizi, le discriminazioni e le ingiustizie delle grandi istituzioni. Una vicenda esemplare che rimane un monito per la nostra contemporaneità.”

Bei Young Doc a “Via San Cipriano” di Lea Schlude Ambrosino, “per l’approccio delicato e sentito nei confronti di una generazione, filtrata attraverso l’esperienza personale, che le permette di coglierne la grazia.”

Giudizio unanime della Giuria presieduta da Moni Ovadia e composta da Felice Cappa – giornalista, autore televisivo Rai e regista; Paolo Fiore Angelini – regista, sceneggiatore e produttore cinematografico e di documentari, e docente DAMS di Bologna; Luisa Ceretto – SNCCI Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Fiduciario gruppo emiliano; Enza Negroni – regista e sceneggiatrice. È stato il pubblico a votare la miglior colonna sonora.

 “Sono convinto – ha detto Moni Ovadia, presidente di Giuria – che bisogna lavorare affinché il Bellaria Film Festival continui ad avere un futuro “luminoso”, faremo di tutto perché il documentario si affermi come un’arte non subordinata al cinema”.

Lina Wertmüller, ospite speciale e anima del festival, ha ricevuto il premio alla carriera durante la serata conclusiva. “Essere più o meno famosa a me poco importa. Quello che conta è fare del buon cinema, e soprattutto avere la possibilità di farlo. Ci vogliono dei ‘capitali’ per realizzare dei film, il mio invito è quello di mettere a disposizione più risorse economiche. Questo è quello che conta”.

Soddisfatto il nuovo direttore artistico Marcello Corvino: “Sono molto contento di questa mia prima edizione: per la qualità dei 18 documentari in gara e i tanti giovani registi, per la presenza di Moni Ovadia a guida della Giuria, con il suo sguardo particolare sul cinema, per la grande partecipazione di pubblico e l’elevata cifra artistica degli eventi durante i quattro giorni di festival. Per quanto riguarda i documentari, credo siano opere dell’ingegno e della creatività con la stessa dignità artistica dei film. Il mio intento è quello di fare in modo che il Bellaria Film Festival diventi un punto di riferimento internazionale per i documentaristi, aprendosi a un pubblico più ampio possibile, e che il suo focus possa estendersi a tutte le arti, inclusa la musica, che in un film è fondamentale. Alla Regione Emilia-Romagna, al Comune di Bellaria e all’Emilia-Romagna Film Commission va il mio ringraziamento per il supporto ricevuto”.

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