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Lavoro Provincia

Più dignità per chi educa. Un presidio a Rimini

In foto: ilpresidio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 16 dic 2018 13:58
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Sabato in piazza Cavour con il presidio e flash mob con la partecipazione di una cinquantina di educatori ed educatrici delle cooperative sociali del territorio, promosso dalla Rete educatori\trici Rimini e ADL Cobas. Slogan dell’iniziativa, la nostra dignità è la dignità di tutti@

Le denunce: Essere educatori\trici oggi vuol dire lavorare senza un giusto compenso, senza un contratto che ci rispetti, perché si decide di noi senza ascoltare la nostra voce!
Forse molti non sanno chi è e cosa fa un educatore, siamo qui per raccontarlo! Per dire che ogni giorno nonostante tutto siamo accanto a chi è in una situazione di fragilità, a chi ha bisogno della sensibilità di tutti per vivere dignitosamente. Ognuno di voi ha un figlio, un fratello o una sorella, un nonno, un amico, un’amica, qualcuno che avrebbe diritto e bisogno di un educatore che lo accompagni nel suo percorso di vita.
Siamo stanchi\e di appalti il cui fulcro è sempre e solo il risparmio sul benessere e i bisogni di chi è più fragile.

Le richieste: “un vero rinnovo del CCNL, scaduto ormai da sei anni, che ci tuteli e ci dia una paga base garantita e dignitosa e che riconosca il nostro come lavoro usurante;  un sistema di assegnazione dei servizi che miri alla qualità del lavoro sociale e non al continuo ribasso economico;  un sistema educativo nelle scuole che riconosca come indispensabile la figura dell’educatore per lavorare sull’inclusione sociale e sulla sfera delle autonomie e pertanto da inquadrare nel servizio come educatore di plesso; progetti di assistenza educativa domiciliare efficaci e con un adeguato ammontare di ore per permettere una migliore qualità di vita a tutte le persone che hanno diritto al servizio e alle loro famiglie; maggiori investimenti pubblici statali e locali per il lavoro sociale perché non si può tagliare sui servizi alla persona”.

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