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Come cambia la "performance"

C'era una volta il concerto

In foto: l'annuncio online
di Maurizio Ceccarini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 10 dic 2018 14:48 ~ ultimo agg. 11 dic 14:47
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“venerdì 07 dicembre 2018 ore 22.05. Corinaldo (AN) Lanterna Azzurra”. Così recita la pagina del portale di prenotazioni online che metteva in vendita gli ingresso per la serata di Sfera Ebbasta. Senza altro aggiungere sulle modalità.

Fino a qualche anno fa forse sarebbe anche potuto bastare, perché associare un cantante a un locale significava che ci sarebbe andato a tenere un concerto. Oggi invece le forme di esibizione o “ospitata” nei locali sono molteplici e in continua evoluzione per forma e durata. Venerdì notte dopo la performance all’Altromondo di Rimini, un set di cinque canzoni su base registrata, Sfera Ebbasta doveva raggiungere le Marche. Ma nel tragitto, una novantina di kilometri, ha ricevuto via telefono la notizia di quanto stava accadendo. Che un artista sia annunciato in due locali nella stessa serata non è un fatto insolito. Proprio perché, soprattutto per gli artisti esplosi nell’epoca Youtube e Instagram, il vecchio concetto di esibizione è superato. Di notte, come di giorno.

Una nuova forma di business è infatti quella degli “instore” o “firmacopie”: eventi in orario pomeridiano dove i giovanissimi possono incontrare i loro idoli senza che siano necessariamente previste performance artistiche. Non fanno più notizia i negozi o centri commerciali presi d’assalto dai fan senza che l’idolo di turno accenni a una nota. Il cantante, o sempre più spesso lo youtuber, firma copie del cd o libro e si concede a foto con i fan. Ma a condizioni ben precise: innanzitutto, per accedere alla zona autografi occorre un pass e bisogna presentarsi col prodotto originale da fare autografare.

Queste, a titolo esemplificativo, erano le modalità di accesso al firmacopie di Irama lo scorso 28 novembre al Centro Commerciale “I Malatesta” di Rimini. “L’accesso dei fan al palco sarà consentito solo se muniti di: cd “Giovani” non autografato, pass numerato che si ritira al desk hostess presente in galleria nei giorni 24, 25 e 28 novembre, dalle 15 alle 19, e liberatoria per i minorenni compilata e firmata dai genitori che potrà essere ritirata insieme al pass o stampato dalla pagina Facebook del CC I Malatesta (l’accesso al palco verrà determinato in base all’arrivo, a prescindere dal numero di pass)”.

La consegna del pass, prendendo sempre come esempio di prassi l’evento ai Malatesta, era subordinata per i minori alla firma della liberatoria da parte di un adulto con il consenso all’utilizzo delle immagini da parte dell’organizzatore sui propri canali. Immagini il più delle volte scattate esclusivamente da un fotografo ufficiale ma non a uso vendita quanto, appunto, per la pubblicazione sui social dell’organizzatore.

Nel caso dell’affollato appuntamento con i “Me contro te” la scorsa Pasqua a Bellaria, sul palco a fianco dei due youtuber sul palco c’erano addetti alla sicurezza che fermavano chi, nonostante fosse stato ampiamente specificato il divieto, cercava di fare un selfie col proprio telefono. Le immagini scattate dai fotografi ufficiali erano state poi pubblicate sulla pagina del Comune di Bellaria Igea Marina.

Modalità nuove che proprio per il fatto di essere poco conosciute dalle famiglie avrebbero sempre bisogno di una chiara comunicazione. Sulla pagina Facebook dell’Altromondo per l’evento di venerdì sera si annunciava che l’inizio della serata era alle 22 ma che Sfera Ebbasta ci sarebbe stato a mezzanotte e che il programma sarebbe poi proseguito con la musica della discoteca. Informazioni che sui canali della Lanterna Azzurra, al momento non più accessibili, erano invece lacunose visto che l’unico orario citato era quello delle 22.05, senza specificare quando sarebbe arrivato l’ospite. E poche ore dopo la tragedia il management di Sfera Ebbasta ha dovuto specificare che non si trattava di un concerto ma di un dj set.

La prevenzione nel mondo della notte, oltre che in primis dai controlli, non può prescindere da una adeguata informazione su cosa succede nei locali. Anche perchè da oggi inevitabilmente in molti diffideranno da eventi comunicati a metà.

 

 

 

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