20 novembre 2018

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Indagine Confindustria: lo sviluppo prosegue ma rallenta. Fondazione entro l’anno

EconomiaProvincia

2 ottobre 2018, 12:28

Dal rapporto di Confindustria Romagna sul primo semestre 2018, con le previsioni per il secondo semestre, emergono segnali positivi per l’economia riminese anche se lo sviluppo registra percentuali più contenute rispetto all’ultima indagine. Crescono fatturato totale (+5,6%), produzione (+3%), occupazione (+6,3%) e ordini totali. C’è però un problema di reperimento delle figure necessarie per stare al passo con la competitività, ha sottolineato il presidente di Confindustria Romagna Paolo Maggioli.

in foto: la presentazione del rapporto di Confindutria

Dal rapporto di Confindustria Romagna sul primo semestre 2018, con le previsioni per il secondo semestre, emergono segnali positivi per l’economia riminese anche se lo sviluppo registra percentuali più contenute rispetto all’ultima indagine. Crescono fatturato totale (+5,6%), produzione (+3%), occupazione (+6,3%) e ordini totali. C’è però un problema di reperimento delle figure necessarie per stare al passo con la competitività, ha sottolineato il presidente di Confindustria Romagna Paolo Maggioli: da anni ormai anche nel territorio di Rimini reperire le persone giuste e preparate è diventato sempre più difficile.

Confindustria commenta con favore la notizia della concessione trentennale ad AiRiminum per il Fellini e conferma la fiducia nella società, auspicando ora l’incremento di rotte, traffico e servizi. Gli industriali si dicono favorevoli a un’azione di sistema che coinvolga tutti gli scali emiliano-romagnoli, purché con un coordinamento unico e ben strutturato.Positivo per il territorio riminese anche l’arrivo del decreto per le opere sulla Statale Adriatica.

Positivi i primi conferonti con i rappresentanti di Credit Agricole: “Ci sembra si stia andando nella direzione giusta, per rendere ancora più competitivo una banca che con lo era più”. E alla Fondazione della banca, l’invito “a battere un colpetto” per capire che ruolo si può ritagliare, pur con le limitate risorse attuali, nel sostegno al territorio

Prosegue intanto il percorso verso la Fondazione romagnola promossa da Confindustria Romagna (che, come associazione, a oggi raggruppa Rimini e Ravenna): dopo gli incontri con gli stakeholder, entro fine anno si dovrebbe arrivare alla concretizzazione della nuova realtà e alla nomina di un presidente: “Un romagnolo che abbia fatto bene anche fuori. Al momento ci sono due-tre nomi”, spiega Maggioli.


La sintesi trasmessa da Confindustria:

Segnali complessivamente positivi, sia per il fatturato sia per la produzione, che mettono in evidenza la dinamicità del territorio della Romagna con tutte le sue peculiarità.

È quello che riporta l’indagine congiunturale dell’area vasta realizzata dal Centro Studi e dal Servizio Economico di Confindustria Romagna ed espressione del campione di imprese di Rimini e Ravenna associate per il periodo consuntivo primo semestre 2018 e previsioni secondo semestre 2018.

Per quanto riguarda l’area riminese emerge un buon andamento della produzione e del fatturato anche se con percentuali più contenute rispetto all’ultima indagine in linea con il trend di rallentamento dello sviluppo registrato a livello nazionale. Si evidenzia una buona tenuta del fatturato interno e una ripresa di quello estero.

Area vasta: nel primo semestre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017 crescono fatturato totale (+4,3%), produzione (+2,9%), occupazione (4,4%) e ordini (46,8%). Nelle previsioni per il secondo semestre 2018 la produzione viene prevista stazionaria da un 44,7% delle imprese e in aumento dal 43,3%; l’occupazione è stazionaria per il 66,5% del campione e in crescita per il 28,4%; gli ordini per il 46,1% sono stazionari e per il 45,5% in aumento.

Rimini: nel primo semestre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017 crescono fatturato totale (+ 5,6%), produzione (+ 3%), occupazione (+6,3%) e ordini totali in aumento per il 60,7% del campione. Il grado di internazionalizzazione si attesta al 57%.

Nelle previsioni: la produzione viene vista in aumento dal 53,4% delle imprese; ordini in crescita per il 54,1% del campione; occupazione stazionaria per il 61,3% del campione e in crescita per il 29%.

“Le imprese della Romagna, come evidenziano i dati – commenta Paolo Maggioli Presidente Confindustria Romagnacontinuano ad essere attive e a lavorare con impegno per creare valore per il territorio. In occasione dell’evento Fattore R organizzato da Confindustria Romagna, Cesena Fiere e EY, il premio Nobel Eric Maskin ha sottolineato quanto ogni regione per crescere, debba focalizzarsi su ciò che riesce a fare nei migliori dei modi. E l’indagine presentata nella stessa occasione dimostra che la Romagna è tra i territori europei più performanti eccellendo in diversi campi.

I nostri pregi migliori sono sicuramente l’intraprendenza, la voglia di fare, lo spirito innovativo. Ma dobbiamo abituarci meglio a coniugare le individualità e peculiarità dei singoli territori con un’idea di sistema e intenti condivisi. Un’idea che in Romagna sta acquistando sempre più valore vista l’attenzione verso la costituzione di una Fondazione Romagna che abbiamo lanciato durante la nostra assemblea lo scorso 11 luglio. In questi mesi, infatti, è proseguito a pieno ritmo il percorso per arrivare alla nascita di un contenitore aperto che raggruppi istituzioni, categorie, enti e aziende per lavorare insieme per lo sviluppo della Romagna e della nostra Regione. Ad oggi quasi 40 incontri con gli stakeholder del territorio hanno già portato ad un confronto importante sui “temi caldi” che fa ben sperare. Temi che oggi cogliamo l’occasione di ricordare”.

IL QUADRO GENERALE: EUROPA E ITALIA: COESIONE, RIFORME, DETASSAZIONE, POLITICHE PER LA CRESCITA E IL LAVORO

I temi di maggiore interesse a livello macro per le aziende sono costanti. Occorre un’Europa coesa dove siano realmente applicate politiche economiche di libero mercato.

In Italia bisogna lavorare per non perdere i risultati delle riforme degli ultimi anni. Servono azioni concrete per la riduzione del debito pubblico, per la detassazione, risorse per i singoli territori affinché possano svilupparsi nella loro totalità, comprese ovviamente le zone di periferia. Servono politiche per garantire crescita costante, per l’occupazione e il lavoro. Lavoro inteso come massima espressione della dignità dell’individuo.

IL QUADRO LOCALE: RIMINI PER IL CAMBIAMENTO

Continua il cammino di Rimini verso il cambiamento. Il nostro territorio sembra finalmente avere imboccato la strada giusta per lo sviluppo e per il rilancio sui mercati mondiali. I presupposti ci sono, ma il lavoro da fare resta molto. Per questo occorre essere tempestivi e rapidi. Dove agire:

Infrastrutture

Un territorio che vuole essere competitivo e che vuole attrarre deve necessariamente avere infrastrutture adeguate e quindi essere facilmente raggiungibile.

Fra queste l’aeroporto è fondamentale. La notizia della concessione del Fellini ad Airiminum per i prossimi trent’anni è sicuramente positiva e conferma la nostra fiducia nei confronti di Ariminum che riteniamo una compagnia privata seriamente impegnata nell’offrire un servizio valido. L’auspicio ora è che lo scalo possa incrementare ancora di più il suo traffico, con l’inserimento di nuove rotte, migliorando allo stesso tempo l’offerta di tutti i suoi servizi. D’altra parte, come dimostra l’esempio dell’aeroporto di Bologna, per lo sviluppo dell’industria del turismo, uno scalo aeroportuale è indispensabile. Per questo deve essere efficiente ed attrattivo a livello internazionale. A tal fine è importante che si possa agire in piena sinergia con il territorio provinciale e regionale. Gli industriali sono favorevoli ad un’azione di sistema che coinvolga tutti gli aeroporti della regione, purché si possa contare su di un coordinamento unico e ben strutturato.

Per la rete viaria è positiva la notizia dell’approvazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del decreto per le risorse necessari agli interventi lungo la SS 16 Adriatica, in particolare gli incroci con la Consolare per San Marino e con via Montescudo. Ora è fondamentale che i lavori siano fatti in tempi rapidi e che non si perda questa opportunità a causa della burocrazia.

Turismo, Arte e Cultura

Anche in questo caso la parola d’ordine deve essere unione d’intenti. Dal pubblico arrivano segnali incoraggianti: dalla ricostruzione del Galli che fra meno di un mese riaprirà finalmente le porte, alla ristrutturazione del Fulgor, fino alla riqualificazione di Piazza Malatesta e dell’area dell’invaso del Ponte di Tiberio. Con l’idea precisa di promuovere una nuova Rimini, più storica, artistica e culturale. E se il centro viaggia con una nuova identità, la zona mare non può restare ferma al palo. Parola d’ordine resta riqualificare. Non possiamo pensare di essere competitivi ancora con la piccola pensione e non possiamo neanche esserlo lasciando il passo al modello Airbnb lontano da un’idea professionale che deve avere l’industria del turismo.

Il Parco del Mare continua ad essere un obiettivo concreto in cui i privati devono credere ed investire. Bene l’avvio dei lavori per il lungomare di Miramare. Per Rimini Nord auspichiamo che si trovino soluzioni in tempi brevi affinché i fondi previsti dal bando periferie possano essere garantiti.

Giovani e Formazione

Da anni ormai anche nel territorio di Rimini reperire le persone giuste e preparate è diventato sempre più difficile in tutti i settori. Le aziende del manifatturiero cercano ingegneri in ambito tecnico elettronico, meccatronici, periti, informatici e in generale personale qualificato. Gli Istituti tecnici presenti nel territorio (Rimini, Morciano, Novafeltria) non bastano a soddisfare la domanda.

Come risolvere il problema?

In primis occorre una stretta collaborazione fra imprese, scuole e istituzioni per interrompere questo cortocircuito fra domanda e offerta. Alle aziende serve un tessuto formativo che sappia dialogare con il territorio e con le imprese stesse. Il mercato del lavoro sta sicuramente cambiando. I giovani non cercano più solo un posto di lavoro, ma un mercato in cui riconoscersi. Gli strumenti di welfare sono sicuramente utili per fare in modo che le aziende siano in linea con questa immagine e quindi attrattive. Asili aziendali, palestre, incentivi per l’acquisto dei libri, sono solo alcuni esempi degli strumenti a disposizione e già utilizzati da molte delle nostre imprese con azioni mirate. L’alternanza scuola lavoro deve essere un percorso reale con un rapporto costante e diretto fra aziende, scuole e università (Confindustria Romagna sostiene UniRimini sin dalla sua nascita). Occorre risolvere i problemi della qualità dell’offerta formativa. Tirocini, tesi e stage in azienda, corsi di formazione e specializzazione a partire dalle scuole medie, sono solo alcuni degli esempi delle iniziative che Confindustria Romagna porta avanti da diversi anni con questo obiettivo e che continuano a riscontrare grande successo.


INDAGINE CONGIUNTURALE CONFINDUSTRIA ROMAGNA –RIMINI

CONSUNTIVO PRIMO SEMESTRE 2018 E PREVISIONI SECONDO SEMESTRE 2018.

L’Indagine Congiunturale sulla situazione economica delle imprese riminesi aderenti a Confindustria Romagna realizzata dal Centro Studi e dal Servizio Economico di Confindustria Romagna relativa ai dati consuntivi del primo semestre 2018 e alle previsioni per il secondo semestre 2018 è riferita ad un campione di aziende del comparto manifatturiero e dei servizi, e non comprende il settore delle costruzioni. Continua il trend positivo sia per la produzione che per il fatturato ma con percentuali più contenute rispetto all’ultima congiunturale. Si conferma una buona tenuta del fatturato interno e per quello estero una ripresa rispetto al dato del primo semestre del 2017.

Le previsioni di un rallentamento della crescita a livello nazionale per il 2018 e per il 2019, hanno fatto rivedere le stime al ribasso rispetto a quanto era emerso a dicembre 2017. Pesano infatti il rallentamento fisiologico rispetto ai forti incrementi registrati negli anni recenti e per quanto attiene all’export, la crescita globale rimane significativa, ma si registrano dei rischi di ribasso legati alle politiche protezionistiche degli Stati Uniti nei confronti della Cina, ma anche dell’Europa.

PRIMO SEMESTRE 2018

Fatturato totale: +5,6% rispetto al primo semestre 2017. L’aumento del fatturato totale deriva soprattutto dal buon andamento del fatturato interno +8,1%. Le imprese fra 50 e 249 dipendenti evidenziano il dato migliore +13% del fatturato totale (+4,2% fatturato interno +13,2% fatturato estero). Le aziende con meno di 50 dipendenti segnano +7,6% del fatturato totale (+9,1% interno e +2,6% estero). Imprese con numero dipendenti maggiore o uguale a 250: +2,5% fatturato totale (interno +9,2; estero – 1.5%).

Grado di internazionalizzazione delle imprese, inteso come percentuale di fatturato estero sul totale, si attesta in media al 57% con una percentuale del 63,4% nelle grandi aziende, del 42,4% nelle aziende comprese fra 50 e 249 addetti e del 33,1% nelle aziende con meno di 50 dipendenti.

Produzione: +3%; +5,3% per le piccole imprese, + 4,2% per le medie e + 2,5% per le grandi.

Occupazione: +6,3%; grandi imprese +6,9%, medie e piccole imprese rispettivamente a +4,6% e +2,7%.

Ordini totali: il 60,7% delle imprese ha segnato un aumento, mentre per il 16,3% sono in diminuzione, e per il 23% stazionari. Ordini esteri, il 55,3% delle imprese li ha avuti in aumento, mentre il 17% li ha visti diminuire, e per il 27,7% sono stazionari.

Giacenze: stazionari per il 64,3% del campione, in aumento per il 25% e in diminuzione per il 10,7% dei casi.

Costo delle materie prime: in aumento per il 55,2% del campione, stazionario per il 41,4% e in diminuzione per il 3,4%. Difficoltà nel reperimento del personale: soltanto il 3% delle aziende la considera molto elevata e il 18,5% elevata, mentre il 36,9% del campione riscontra una difficoltà media e il 18,5% una difficoltà bassa. Il 23,1 % non riscontra nessuna difficoltà.

Ricorso alla cassa integrazione: per l’83,3% del campione è da escludersi, per il 9,1% è poco probabile. Il 6,10% lo considera probabile ma limitato e solo l’1,5% delle aziende lo ritiene probabile e consistente. Analizzando i principali settori merceologici emerge che a Rimini si conferma l’andamento positivo del settore metalmeccanico e della gomma e plastica. I settori in maggiore sofferenza sono legno e mobile.

PREVISIONI SECONDO SEMESTRE 2018

Le previsioni, relative al secondo semestre 2018, sono nel complesso positive nelle indicazioni del campione di imprese che ha risposto all’Indagine. Produzione: in aumento per il 53,4% delle imprese, stazionaria per il 34,5% e in diminuzione per il 12,1% degli imprenditori. Nessuna grande impresa prevede un calo della produzione.

Ordini: per il 54,1% del campione sono in aumento, per il 34,4% stazionari e solo per l’11,5% in diminuzione. Ordini esteri: per il 54,3% stazionari, per il 39,1% in aumento e per il 6,6% in diminuzione. Anche in questo caso nessuna grande impresa prevede una diminuzione degli ordini.

Giacenze: il 70,9% le prevede stazionarie, il 14,5% in aumento e il 14,6% in diminuzione.

Occupazione: prevista stazionaria per il 61,3% del campione, in crescita per il 29% e in calo per l’9,7%.

CREDITO.

Per quanto riguarda la Provincia di Rimini, dai dati di Banca d’Italia continuano ad emergere segnali di rallentamento degli impieghi: a giugno 2018 gli impieghi complessivi su base annua hanno registrato una diminuzione dell’8,4% e per quel che riguarda gli impieghi alle imprese private una diminuzione del 14,8%.

Redazione Newsrimini

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