giovedì 19 settembre 2019
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In foto: anche in via Gambalunga compare l'insegna CA
di Andrea Polazzi   
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mer 27 giu 2018 14:44 ~ ultimo agg. 28 giu 13:26
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Già molte insegne sono state sostituite e presto della Carim, storico istituto di credito riminese, non resterà traccia sulla sessantina di filiali distribuite su quattro regioni. Un cambio che farà epoca. La Cassa di Risparmio di Rimini era stata fondata infatti nel 1840 su iniziativa di un centinaio di privati cittadini con l’intento di sostenere le fasce più povere della popolazione riminese. Una storia proseguita a braccetto con quella della città fino al commissariamento del 2010 e alle più recenti difficoltà che hanno poi portato al sofferto salvataggio da parte di Cariparma Credit Agricole. Un’operazione che si è conclusa con l’acquisizione a fine 2017 e che, dopo l’Offerta Pubblica di Acquisto che ha portato la nuova proprietà a detenere il 96,7% del capitale sociale, ora attende solo l’ultimo passo: l’incorporazione nel Gruppo francese che farà definitivamente scomparire il nome Carim. Sorte già toccata il 23 giugno alla Cassa di Risparmio di San Miniato, mentre il 21 luglio sarà la volta della Cassa di Risparmio di Cesena acquisite insieme a Rimini dal colosso d’oltralpe e ribattezzate Banche Fellini. Forse per via delle peculiarità del territorio, la deadline per Carim sarà sul finire dell’estate: la data è fissata per l’8 di settembre, anche se alcune filiali stanno già issando il nuovo vessillo. A Palazzo Buonadrata e in piazza Ferrari a Rimini campeggia ancora la scritta storica ma sulle porte già figura il nuovo logo. In altre sedi tutto è già stato sostituito. Ma non è solo una questione di insegne, con l’incorporazione è prevista anche la migrazione di tutti i sistemi operativi che saranno uniformati a quelli del gruppo francese: cambierà l’IBAN, saranno inviati nuovi bancomat ai clienti, cambierà la piattaforma dell’home banking con nuovi identificativi di accesso. Per quanto riguarda i livelli occupazionali, a fine maggio è stato invece sottoscritto l’accordo sindacale che non prevede esuberi ma mobilità territoriale per 150 dipendenti delle tre banche.

Intanto Federconsumatori annuncia per il 7 luglio in piazza Cavour un’iniziativa per chiedere a Credit Agricole un congruo risarcimento per i 7mila piccoli azionisti (vedi notizia).

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