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di Redazione   
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sab 20 mag 2017 16:25 ~ ultimo agg. 16:40
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“Con il confronto di ieri sera, ben organizzato dalla parrocchia di San Martino e dal Gruppo Ac ‘Igino Righetti’, si chiude una settimana importante in vista delle prossime amministrative. Per i riccionesi credo sia stata una bella occasione per conoscere un po’ meglio chi sono le persone che hanno scelto di candidarsi a governare la città, i diversi programmi, progetti e proposte”. Così Sabrina Vescovi commenta il confronto pubblico di ieri sera.

Il video del confronto pubblico.

“Io ho tracciato la mia traiettoria, la mia visione di quel che dovrà essere Riccione non domani, ma tra diversi anni. Secondo me, innanzitutto, più unita e più forte. Senza più periferie, non solo sul territorio ma anche sul piano sociale. Questa è una città che conta oggi circa 150 tra associazioni che quotidianamente si occupano di un’infinità di attività. C’è un grande, fondamentale, impegno del volontariato. Prima che una città Riccione è una comunità che sulla sua coesione sociale ha costruito la sua forza economica. Ed è da qui, dalla domanda chiave al centro della serata – cosa può fare la politica per il bene comune? – che dobbiamo ripartire, restituendo valore al potere di alcuni piccoli grandi gesti”.

“Nella vocazione sociale credo che possa essere compresa la scelta stessa di candidarsi sindaco. Ora la sfida che abbiamo davanti è rilanciare, insieme, Riccione. Non potremo farlo senza i giovani, l’ho già sottolineato più volte. Senza il loro talento, la loro creatività, senza un ricambio generazionale, la città non ritroverà la sua spinta propulsiva. Ma tra le emergenze di cui oggi ci dobbiamo preoccupare, tra i tanti ultimi a cui è sempre più complicato dare una risposta davvero efficace, penso sempre più ai nostri anziani, a come la prossima amministrazione debba farsene carico”.

La Vescovi chiarisce anche la sua posizione sul Trc, “un’opera non riuscita bene che la prossima amministrazione deve avere la forza di riqualificare e rendere funzionale. Con responsabilità. Per come era stata pensata all’origine, come Metropolitana di costa Ravenna – Cattolica, un’opera rivoluzionaria. Ma il primo di una serie di errori è stato proprio quello di riuscire a realizzarla vent’anni dopo. Tra l’altro in maniera diversa da come era stata progettata, limitandosi al solo tratto Rimini-Riccione. Chi però ha costruito la sua campagna elettorale unicamente sul ‘fermerò il Trc’, pur sapendo che non ci sarebbe riuscita, non solo non l’ha fatto, ma rifiutando qualsiasi variante migliorativa le sia stata proposta ha finito per consegnare alla città un’opera ancora peggiore di quel che avrebbe potuto essere. Io me le assumo le mie responsabilità – pur non avendo mai votato l’opera che vediamo oggi, bensì l’originaria Metropolitana di Costa – e da subito mi metterò al lavoro per cercare di integrarla al meglio in nuovo modello di viabilità. Ma credo che anche qualcun altro dovrebbe assumersi le sue, piuttosto che continuare a sbandierare false promesse, che potrebbero anche finire per costare caro alla città (il conto in sospeso è di 2 milioni di euro)”.

“Riccione non ha bisogno di un’altra campagna elettorale tutta sul Trc. Così rischiamo solamente di perdere altro tempo. La città deve rimettersi in moto, velocemente. Abbiamo tante urgenze da affrontare, come ci è stato ricordato anche venerdì sera, durante il confronto, e come ci stanno chiedendo i cittadini. Chi preferisce continuare per la sua strada con la testa voltata indietro, senza alcun nuovo argomento, faccia pure. Io proseguirò la mia campagna elettorale misurandomi con il tanto che c’è da fare, mettendo al centro gli interessi della città, affrontando i problemi e costruendo soluzioni”.

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