martedì 22 gennaio 2019
In foto: La raccolta della scuola elementare Madre Teresa di Calcutta di Rimini.
di Redazione   
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mar 28 mar 2017 15:32 ~ ultimo agg. 31 mar 09:48
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Una trentina di scuole in tutta la provincia, centinaia di classi, almeno 7 mila alunni coinvolti tra materne, elementari e medie.

Sono le cifre della raccolta nelle scuole riminesi che si è conclusa in questi giorni in vista del 37° Campo Lavoro missionario in programma sabato e domenica.
La raccolta dei piccoli che, come da tradizione, precede di un paio di settimane il Campo vero e proprio, ha prodotto ancora una volta una cascata di indumenti, libri, giocattoli che verranno messi in vendita nei due giorni del Campo. Solo a Rimini, nel deposito provvisorio allestito presso la parrocchia di Cristo Re, si è riempito un mezzo container con i sacchi gialli portati dai bambini.
Sacchi a profusione anche a Santarcangelo, Riccione, Cattolica e in tutta la Valconca.

Ma il lavoro nelle scuole non si ferma qui. La raccolta costituisce infatti solo un momento dell’azione educativa che il Campo Lavoro, in collaborazione con la Caritas diocesana, propone da anni per orientare piccoli e piccolissimi verso esistenze più sobrie, più attente al risparmio delle risorse della natura, maggiormente partecipi alla vita degli altri. Suggerendo una riflessione sulla quantità enorme di oggetti che ogni giorno buttiamo nella spazzatura e che, se costituiscono una risorsa preziosa da rivendere, ci parlano anche delle ingiustizie di un mondo dove c’è chi si permette il superfluo a spese di chi non ha il necessario per vivere.

Il lavoro educativo proposto quest’anno alle scuole riminesi ha per titolo “La cassetta degli attrezzi” ed è un progetto di educazione alla mondialità per sostenere la crescita di cittadini responsabili, capaci di ascoltare l’altro, senza paura di aprirsi al dialogo e al confronto. Il progetto ruota attorno al tema del “conflitto” tra diversi (tema scottante e attualissimo come testimoniano le accese polemiche riminesi sul trasferimento del campo nomadi). Attraverso giochi, filmati, letture in classe si scoprirà il modo migliore per affrontare il conflitto, quali “attrezzi”, per l’appunto, utilizzare per trasformare l’incontro/scontro con l’altro in opportunità di apprendimento reciproco.

Partito in novembre, il progetto proseguirà fino alla fine dell’anno scolastico in decine di scuole grazie a un kit di supporti didattici (scaricabili dal sito campolavoro.it) e interventi di animazione in aula.
Sarà anche riproposto nei giorni del Campo attraverso un laboratorio creativo in programma sabato presso il centro raccolta di Rimini.

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