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Attualità Rimini

Garante: condizioni inaccettabili in sezione Vega

In foto: Ilaria Pruccoli
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 16 lug 2016 10:23 ~ ultimo agg. 17 lug 08:21
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Dopo la nostra intervista di qualche giorno fa la garante Ilaria Pruccoli racconta i suoi primi mesi di lavoro. Torna a sottolineare la latitanza del magistrato di sorveglianza che da un anno e mezzo non visita il carcere, parla della situazione inaccettabile della sezione dove stanno i detenuti transessuale (unica di questo tipo in regione) affermando che, se le cose restassero così, si potrebbe pensare alla sua chiusura. Parla, poi,  della possibilità grazie ad una parte di fondi di un mercatino di artigianato realizzato dai detenuti di acquistare zanzariere per le finestre delle celle.

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Lo scritto di Ilaria Pruccoli 

Era marzo 2016 quando sono stata nominata dal consiglio comunale di Rimini, Garante dei diritti delle persone private delle libertà personali del Comune di Rimini.
Non ho perso un secondo di tempo, visitando immediatamente la struttura e prendendo subito in carico quanto i detenuti della Casa Circondariale lamentavano, anche attraverso una lettera inviata agli organi locali di
stampa. La questione più gravosa che mi è stata subito segnalata dai detenuti definitivi era , e purtroppo lo è ancora, la “latitanza” del Magistrato di Sorveglianza, che non si reca in visita alla Casa Circondariale da circa un anno e mezzo. Non solo, non raramente si assiste ad un ritardo eccessivo o in alcuni casi anche ad una mancata risposta da
parte sua verso provvedimenti o richieste da parte dei detenuti. Per fare solo un esempio: è stato attivato insieme ad Enaip un percorso formativo per Panificatore, che dà la possibilità ad otto detenuti di apprendere un mestiere attraverso un corso suddiviso in una parte teorica (lezioni frontali da svolgere in carcere) e una parte pratica consistente un tirocinio retribuito da svolgersi fuori dal carcere. Una bella opportunità per ricominciare dopo aver scontato la pena! Purtroppo però ad oggi (il tirocinio inizierà fra poche settimane) il Magistrato non ha ancora risposto alle istanze di due detenuti sulla possibilità di poter partecipare alla parte di corso pratica. Ci auguriamo che questi detenuti possano avere nel più breve tempo possibile una risposta.
Proprio per condividere utili informazioni e per cercare di trovare strumenti importanti al fine di vigilare sull’annosa questione “magistratura di sorveglianza” è nata fin da subito una stretta collaborazione con il Garante Regionale Desi Bruno. L’ultimo incontro risale a qualche giorno fa, in vista anche della sospensione delle attività da parte delle Camere Penali di tutta la Regione (il 13 e 14 luglio) per protestare contro le difficoltà riscontrate da parte degli avvocati verso la Magistratura di Sorveglianza.
Le carenze strutturali tutt’ora persistono nella struttura ma vi è stato un evidente miglioramento soprattutto per quanto riguarda le sezioni che hanno concluso la ristrutturazione. Le criticità rimangono significative e allarmanti però nella sezione 6, Vega (unica sezione penitenziaria dedicata ai transessuali in Emilia Romagna) che presenta insufficiente illuminazione dovuta a finestre piccole, mancanza di un adeguato sistema di riscaldamento e umidità alle pareti. Inoltre le persone qui recluse hanno momenti scarsi di socializzazione in cui possono condividere insieme agli alti detenuti, le attività organizzate all’interno del carcere.
Se le cose persistessero in questo modo, credo non sarebbe peregrina l’ipotesi di arrivare alla chiusura di quella sezione. Certo, le condizioni attuali sono inaccettabili.
Una delle insufficienze di ordine strutturale più volte segnalata da parte dei detenuti è l’inesistenza di zanzariere nelle celle delle sezioni.
Data la mancanza di fondi pubblici necessari a rispondere a questo bisogno dell’Istituto, grazie anche alla stretta collaborazione con il Direttore, il personale penitenziario e gli educatori, si è riusciti a trovare una soluzione: una parte del ricavato di prodotti artigianali realizzati da un gruppo di detenuti durante i laboratori organizzati dall’Associazione Madonna della Carità, è stato utilizzato per l’acquisto di zanzariere.
Anche Papillon, associazione da sempre vicina ai detenuti, ha deciso di contribuire a realizzare questo progetto.
Ringrazio vivamente l’azienda “Druma” e la ferramenta Donati di Rimini per la fornitura di materiale.
Da parte mia, c’è la consapevolezza che molto altro rimane da fare per migliorare le condizioni di vita dei detenuti a Rimini e continuerò a lavorare in questa direzione, forte degli obiettivi raggiunti finora.
Ruolo fondamentale nel raggiungimento di obiettivi comuni lo hanno tutti i volontari e tutti gli operatori esterni al carcere che attraverso gli enti di formazione, la scuola e le associazioni di volontariato sono impegnate all’interno del carcere e vi dedicano ore, giorni, mesi della loro vita per creare insieme ai detenuti percorso educativi, formativi, socializzanti e perchè no, anche divertenti. È parte integrante del progetto educativo che sta dietro ogni detenuto e dietro il lavoro di ogni educatore dell’Istituto e che ha un ruolo fondamentale nella rieducazione, nella possibilità di
cambiare vita oltre le sbarre. È anche grazie alla sensibilità mostrata dal Comune di Rimini che mette fondi a disposizione per il carcere, che queste attività possono svolgersi.
Il mio ringraziamento più sentito va a tutte quelle persone della società civile che hanno deciso di dedicare parte della loro vita ad aiutare quelli che spesso vengono considerati “gli ultimi”.

Ilaria Pruccoli
Garante dei diritti delle persone private della libertà personale

 

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