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lun 1 ott 2012 19:10 ~ ultimo agg. 00:00
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In Emilia Romagna nel 2011 si sono rivolti ai Sert per dipendenza da gioco 640 persone contro le 512 del 2010: in provincia di Rimini i dati parlano di 68 pazienti seguiti dalle strutture dell’Ausl. Gli utenti che arrivano ai servizi sono in prevalenza uomini (79,5%) e abbastanza giovani, anche se il picco del problema si verifica intorno ai 40 anni. In almeno un quarto dei casi questi soggetti hanno altre patologie associate, come dipendenza da sostanze o patologie psichiatriche. Si gioca soprattutto al bar (86% delle donne che hanno giocato nell’ultimo anno, 77% gli uomini), a casa propria o di amici (18% uomini, 14% donne), nelle sale scommesse (11% uomini, 1% donne) o su internet (13% uomini, 2% donne). I giochi preferiti sono il lotto e il superenalotto (67% delle donne che hanno giocato nell’ultimo anno, 64% gli uomini), seguono gratta e vinci e lotto istantaneo (58% donne e 55% uomini) e le scommesse sportive (19% uomini e 6% donne). Al Sert ci si arriva in massima parte in modo autonomo (51,41%), oppure su indicazione dei familiari (12,34%), dei servizi sociali (8,59%), dei medici di base (7,03%) o di altri servizi Ausl (5,16%).
Se nel 2011 la spesa per il gioco procapite in Italia (neonati compresi) è stata di 1260 euro, a Rimini si sono sfiorati i 1.500. In Emilia Romagna le vittime del gioco patologico sono oltre 61.500. 
Al tema la trasmissione di Icaro Tv “Diritto e Rovescio” ha dedicato un approfondimento con ospiti in studio due ex giocatori ed una psicoterapeuta (guarda la puntata).

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di Redazione
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