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lun 18 giu 2012 13:20 ~ ultimo agg. 00:00
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Nello specifico a Rimini la previsione è di tagliare 22 zone e 29 portalettere.
“E’ una vera strage – sottolineano CISL SPL, CGIL SLC e UIL Poste in una nota congiunta – sia in termini occupazionali sia sociali, con alcune realtà montane che resteranno di fatto isolate, rischiando di creare cittadini e imprese di “serie B” nelle aree meno sviluppate della regione. Una razionalizzazione per contenere i costi era nell’aria, ma non ci aspettavamo certo un’ecatombe di questo tipo.. Quello che non possiamo tollerare è che il progetto di riorganizzazione sia stato completamente “calato dall’alto”, studiato a tavolino, basato esclusivamente su costi e ricavi, senza coinvolgere minimamente le istituzioni locali, né tantomeno le forze sociali. In definitiva non si è minimamente considerato che Poste Italiane è pur sempre un’azienda di servizi a totale capitale dello Stato e come tale non può non rendere conto ai cittadini dei servizi erogati”.

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