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Il personaggio: Marco Mencoboni, tuffi come armonie musicali

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mar 5 giu 2012 11:13 ~ ultimo agg. 00:00
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Nel tuffo c’è un’indubbia armonia di movimenti. Che il tuffo debba avere un suo ritmo per essere ben eseguito, non è un mistero. Sarà per questo che da qualche anno, con la sezione tuffi della Polisportiva Comunale Riccione, si tuffa Marco Mencoboni. Al grande pubblico forse questo nome non dirà niente ma Mencoboni (nato 51 anni fa a Macerata Marche e residente a Pesaro) è considerato uno dei più bravi direttori d’orchestra internazionali, nel campo della musica rinascimentale e barocca. Nato come clavicembalista e organista (ancora si esibisce come solista), ha studiato con Umberto Pineschi, Ton Koopman, Jesper Christensen e Gustav Leonhardt. Ha dedicato anni alla definizione del repertorio musicale antico delle Marche e grazie al suo lavoro si è sviluppato il Festival “Cantar Lontano”. Un avvenimento musicale internazionale che coinvolge le maggiori città delle Marche e del quale è direttore artistico.
Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti ed il Metropolitan Museum di New York gli ha commissionato, tempo fa, un importante progetto restituzione musicale. Scrivono di lui i critici musicali del settore: “Al suo incessante lavoro dobbiamo la riscoperta e rivalutazione della prassi del cantar lontano, una incredibile antica prassi vocale che si realizzava disponendo i cantori nello spazio, non veduti, all’imitazione di tanti cori”. Richiesto come direttore nei festival internazionali del settore, ha collaborato con il noto attore Toni Servillo.

Mencoboni si allena a Riccione e ai Mondiali si tufferà dai un metro (il 6 giugno alle 14) e dalla piattaforma (la mattina del 7 giugno). Naturalmente non pensa di vincere (anche se nel 2011, tra gli Amatori, categoria Master che presuppone un minor numero di tuffi in gara e di minore difficoltà, vinse il titolo italiano da un metro). Del resto, non ha neanche potuto provare perché era in Olanda per l’ennesimo impegno internazionale legato alla musica.

“Ho sempre voluto provare i tuffi, fin da bambino – dice lui – e quando ho avuto la possibilità di farlo non ho perso l’occasione. Mi diverto”.
Insomma non è mai troppo tardi, gli chiediamo. “No. E questi mondiali per me hanno un sapore davvero speciale. Non solo gareggerò con tanti atleti più forti di me e sarà un onore, ma in questi giorni nascerà anche la mia prima figlia. Io ho 51 anni. Lo vede che non è mai troppo tardi?”.

Flavio Semprini
Ufficio Stampa PolCom Riccione

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