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Rimini

Guerra aeroporti. Lo Bianco (Ridolfi): concorrenza sleale. Bulbi preoccupato

In foto: Mi pare si tratti di concorrenza sleale. Questo il commento del direttore dell'aeroporto Ridolfi Angelo Lo Bianco, ex dirigente proprio di Wind Jet, sulla vicenda esplosa oggi.
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lun 22 nov 2010 17:28 ~ ultimo agg. 00:00
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“Sappiamo da tempo dei ‘pellegrinaggi’ di Aeradria a Catania – ha premesso – Ognuno é libero di comportarsi come crede, ma mi pare che qui si tratti di concorrenza sleale”. E ha aggiunto: “Proprio di recente abbiamo rinegoziato con Wind Jet un accordo in base al quale, in cambio di circa 2.500 voli annuali, la compagnia riceverebbe circa sei milioni di euro. Se è vero che da Rimini, per gli stessi voli, sarebbero disposti a mettere sul tavolo 15 e più milioni, allora Wind Jet avrebbe un grosso vantaggio. Ma agendo così, aldilà di quello che dicono certi politici di Rimini che le regole le fa il mercato, non si fa altro che drogare il mercato a tutto vantaggio delle compagnie aeree”. Più duro il presidente della Seaf Franco Rusticali: “E’ un atto di gravissima slealtà. E’ una vera vigliaccata, altro che integrazione”. Della situazione i vertici di Seaf hanno informato l’assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri. “L’assessore ha più volte espresso il parere che occorre andare verso un’integrazione degli scali regionali – ha ricordato Lo Bianco – Per parte nostra posso solo dire che, se eventualmente Wind Jet dovesse traslocare, ‘morto un Papa se ne fa un altro’. L’Italia, e non solo, è piena di compagnie aeree pronte a raccogliere i passeggeri che noi offriamo”.
Preoccupato anche il presidente della provincia di Forlì Cesena, Bulbi, che teme per il futuro dell’Area Vasta del sistema aeroportuale.

Amara la reazione del Pdl forlivese. Per Luca Bartolini e Stefano Gagliardi, rispettivamente consigliere regionale e capogruppo Pdl in provincia di Forlì-Cesena, l’eventuale addio della compagnia siciliana dal Ridolfi è “l’ennesimo schiaffo alla città di Forlì” e “un altro buco nell’acqua delle giunte di sinistra che sta facendo l’ennesimo tonfo”. E al Pd cittadino chiede: “Se c’é, batta un colpo ma non per replicare ai sottoscritti in uno stupido e stucchevole teatrino che non interessa a nessuno. Faccia sentire, se è in grado, la propria voce in regione e con la provincia di Rimini per difendere un’infrastruttura indispensabile per lo sviluppo del nostro territorio”. Critico anche l’Idv. Per Tommaso Montebello, segretario provinciale del partito di Forlì-Cesena, dalla “vergognosa guerra fratricida” tra i due aeroporti “ne esce sconfitto unicamente il cittadino”. E chiede: “Come può un’amministrazione come quella di Rimini, alla quale siamo legati con l’area vasta, Start ecc., giocare un tiro mancino in un momento così delicato quando fino a pochi giorni fa parlavano di percorso comune? Ma soprattutto dov’é la Regione Emilia-Romagna? Dov’é l’assessore Peri che l’altro giorno chiedeva di fare sistema? Dove troveranno i circa 30 milioni di euro per i lavori di adeguamento della pista, della torre di controllo e per pagare il nuovo contratto con WindJet?”. Sono per una soluzione drastica come la chiusura del Ridolfi i Verdi di Forlì, da sempre contrari alla presenza dell’aeroporto: “Ora non resta da fare che la cosa più importante : chiudere finalmente l’aeroporto e sciogliere Seaf. Il terreno così liberato dall’inquinamento aereo potrà avere altre utilizzazioni più convenienti per tutti, un campo di patate ad esempio oppure essere trasformato in un grande parco con un impianto per produrre energia fotovoltaica”. Diversa la posizione della Lega nord che, dietro la querelle fra i due litiganti, vede una ‘manovra’ per favorire l’aeroporto di Bologna. “Mentre il management dell’aeroporto di Rimini fa il gioco sporco per conto di Bologna innescando una guerra fratricida romagnola”, secondo Jacopo Morrone, segretario provinciale del Carroccio di Forlì-Cesena, “si avvera la strategia di far sparire gli ultimi due aeroporti romagnoli e concentrare così tutto il traffico aereo su Bologna”. E se la prende con il Pd riminese che “vuole accendere una triste guerra fra poveri, con colpi bassi che non portano da nessuna parte”.

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di Maurizio Ceccarini