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Economia Provincia

Cassa integrazione. Quella straordinaria aumenta del 125%

In foto: La ripresa dell'economia viaggia a rilento e i dati migliori li segna l'export. È quanto emerge dai dati presentati ieri al tavolo di confronto tra provincia, sindacati e categorie.
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ven 19 nov 2010 13:02 ~ ultimo agg. 00:00
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A preoccupare, nei primi nove mesi dell’anno, è la cassa integrazione: se diminuisce infatti del 47% quella ordinaria (901.690 ore), quella straordinaria (834.659 ore) cresce del 125% e quella in deroga (3.302.744 ore) addirittura del 6000%. Sul fronte occupazione i dati evidenziano nel terzo trimestre 2010 una crescita nell’ordine del 10% sia di avviati che di avviamenti in parte però attribuibile all’arrivo dei sette comuni dell’Alta Valmarecchia. Nel 2010 comunque i rapporti di lavoro dipendente ancora in essere sono inferiori del 2% rispetto allo stesso periodo del 2008. Altro dato quello relativo alla tipologia delle assunzioni: se infatti quelle a tempo determinato sono state 73.674, quelle a tempo indeterminato si sono fermate a 7.694 con la conseguente precarizzazione del mercato del lavoro.

La nota stampa della provincia

Durante la seduta di del Tavolo di confronto previsto dal “Protocollo per lo sviluppo e la competitività della Provincia di Rimini”, svoltasi nel pomeriggio di giovedì 18 novembre, l’Assessore alle Politiche del Lavoro della Provincia di Rimini Meris Soldati ha presentato i dati sull’andamento del mercato del lavoro e sull’occupazione, aggiornati al 30 settembre 2010.
Emerge, pur in un quadro ancora dominato da incertezza e difficoltà, una lieve ripresa. Ai settori che hanno storicamente accusato di più la crisi, come la metalmeccanica e il tessile, si è aggiunto ultimamente anche l’edile. Nei primi nove mesi dell’anno il sistema riminese ha tenuto soprattutto grazie all’export. Sul fronte occupazione i dati mettono in evidenza come nel terzo trimestre 2010 si registri una crescita sia di avviati (+10,7% rispetto allo stesso periodo del 2009) che di avviamenti (+9,3% rispetto allo stesso periodo del 2009). Bisogna precisare che questo incremento è in parte attribuibile al distacco dalla Regione Marche dei sette comuni dell’Alta Valmarecchia. Va tuttavia rimarcato che, pur scorporando le cifre relative al territorio dell’alta Valmarecchia, rimarrebbe un saldo complessivamente positivo rispetto al 2009 (+ 6,6% avviati, e +5,4% avviamenti).
Cauti segnali di ripresa, dunque, anche se dalla comparazione del terzo trimestre 2008/2010 si registra un calo. Nel 2010 il numero di rapporti di lavoro dipendente ancora in essere è inferiore, seppur di sole 188 unità (-1,9%) rispetto allo stesso periodo del 2008. Ciò significa che, indipendentemente da quanti siano stati al trimestre gli avviamenti registrati, quelli ancora in essere nel periodo 2010 sono leggermente più bassi rispetto a due anni fa.
Un dato importante sul quale l’Assessore Soldati si è soffermata è quello relativo alla tipologia delle assunzioni nel periodo gennaio – settembre 2010. Se quelle con contratto a tempo determinato sono state 73.674, quelle a tempo indeterminato si sono fermate a 7.694. Si tratta di una precarizzazione del mercato del lavoro ormai strutturale; un aspetto su cui l’Assessore Soldati ha mostrato forti preoccupazioni. Si tratta comunque di un dato in linea con quelli delle altre province dell’Emilia – Romagna.
Un altro aspetto analizzato è stato quello relativo alla Cassa integrazione. I dati (elaborati su dati INPS) ci dicono che da quella ordinaria, che diminuisce (901.690 ore), si sta passando ad un aumento di quella straordinaria (834.659 ore) e di quella in deroga (3.302.744 ore). Anche questi dati sono in linea con quelli delle altre province dell’Emilia – Romagna.

Per l’Assessore alle politiche del Lavoro della Provincia di Rimini, Meris Soldati, “la realtà riminese mostra segnali di ripresa, grazie alla sua articolazione e complessità, ma vi la necessità di tenere l’attenzione ben desta su alcuni elementi che emergono dal rapporto.
Penso alla qualità del lavoro, alle pari opportunità, alle politiche della formazione, alle difficoltà lavorative dei giovani e le conseguenti difficoltà di termini di autonomia, alla differenziazione dell’offerta produttiva territoriale. Gli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro dei nostri Centri per l’impiego stanno facendo la loro parte, ma è nel rapporto con il sistema creditizio che va individuata la chiave di volta della crisi. Senza risorse per gli investimenti viene infatti ad irrigidirsi tutto il sistema produttivo e occupazionale, generando difficoltà a tutto il tessuto locale. La Provincia con il “Protocollo per lo sviluppo e la competitività della Provincia di Rimini” sta mettendo in campo un’intensa attività di ricerca, analisi e confronto tra i diversi attori del territorio. Sono le condizioni basilari per programmare insieme, pubblico e privati, strategie unitarie di uscita dalla crisi e di rilancio della nostra economia che, nonostante un innegabile momento difficile, dimostra di avere tutte le caratteristiche per emergere. Affinché queste condizioni si concretizzano occorre il coinvolgimento di tutti gli attori economici e sociali, credito compreso ”.