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Raccolta differenziata. Legambiente stila lista nera: Sogliano esempio negativo

In foto: Legambiente, sulla base della relazione annuale regionale relativa al 2006, stila la classifica dei “cattivi” in tema di raccolta differenziata e nella lista nera finiscono quattro comuni della provincia di Rimini.
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mar 29 gen 2008 12:09 ~ ultimo agg. 00:00
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Si tratta di Gemmano, Mondaino, Saludecio e San Clemente che si attesterebbero a livelli di differenziata inferiori al 15%. Legambiente ricorda poi che si tratta di piccoli centri collinari nei quali “non sarebbe difficile realizzare sistemi di raccolta”. L’associazione punta poi il dito su Sogliano al Rubicone che, con appena il 9,57% di differenziata, è invece indicata da alcuni come esempio, per aver ottenuto benefici dall’accettare rifiuti altrui. “Siamo forse – ha commentato il presidente di Legambiente Rambelli – ad un effetto collaterale causato dalla presenza di una discarica enorme sulla quale è stata costruita una speciale forma di stato sociale. Diventa difficile poi – ha concluso – spiegare agli abitanti che è meglio non buttare tutto in discarica e convincerli a fare la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio”.

La nota stampa diffusa da Legambiente

I RIFIUTI E LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN EMILIA ROMAGNA
LEGAMBIENTE: “STAVOLTA PUBBLICHIAMO LA LISTA DEI
32 COMUNI CHE FIGURANO FRA I CATTIVI”

Di solito Legambiente pubblica le classifiche dei
migliori anche nella raccolta differenziata per
stimolare le amministrazioni a mettersi in riga.
Stavolta no: l’occasione dell’uscita sul
Bollettino Ufficiale della Regione, della
Relazione Annuale sullo stato dei servizi idrici,
di gestione dei rifiuti urbani e sull’attività
svolta relativa all’anno 2007 dell’Autorità
Regionale per la vigilanza dei servizi idrici e
di gestione dei rifiuti urbani, offre
all’associazione ambientalista gli elementi per
stilare una vera e propria “lista dei cattivi”.
I comuni che hanno le peggiori prestazioni del
2006 (non arrivano al 16%) per la raccolta
differenziata dei rifiuti, suddivisi per
provincia, (in percentuale sulla totalità dei rifiuti raccolti) sono:
PROVINCIA DI PIACENZA: Bettola 12,26; Bobbio
14,54; Caminata 12,04; Cerignale 8,99; Coli 5,62;
Corte Brugnatella 1,17; Farini 12,28; Ferriere
5,53; Ottone 14,44; Pianello Val Tidone 12,89; Vernasca 15,56; Zerba 4,83.
PROVINCIA DI PARMA: Bedonia 11,89; Berceto 13,45;
Compiano 10,15; Corniglio 12,97; Palanzano 12,71;
Solignano 12,34; Tornolo 14,39; Valmozzola 14,33;
PROVINCIA DI MODENA: Fanano 13,22;
PROVINCIA DI BOLOGNA: Grizzana Morandi 11,28 e Castiglione dei Pepoli 15,87;
PROVINCIA DI FORLì CESENA: Borghi 10,29; Mercato
Saraceno 8,13; Roncofreddo 10,67; Sogliano al Rubicone 9,57; Verghereto 6,93.
PROVINCIA DI RIMINI: Gemmano 11,11; Mondaino
13,87; Saludecio 8,58; San Clemente 15,03.

“Molti di questi comuni ­ commenta Luigi
Rambelli, Presidente di Legambiente Emilia
Romagna ­ sono ben lontani da quanto stabiliscono
sia la legge nazionale che gli obiettivi delle
singole province e sono situati in collina e
montagna. Non siamo di fronte enormi a quantità
di rusco ma in questi piccoli centri non sarebbe
certo difficile realizzare sistemi di raccolta
che consentissero il riciclaggio dei rifiuti
prodotti, magari con l’aiuto delle aziende di
raccolta. Alcune delle Amministrazioni Comunali
inserite in questa lista – continua Rambelli –
hanno caratteristiche un po’ diverse e colpisce
in particolare la presenza, con appena il 9,57%
di raccolta differenziata, del Comune di Sogliano
al Rubicone, più volte reclamizzato da alcuni
giornali e TV quasi come un esempio, per aver
ottenuto benefici dall’accettare rifiuti altrui.
Siamo forse ­ aggiunge Rambelli ­ ad un effetto
collaterale causato dalla presenza di una
discarica enorme sulla quale è stata costruita
una speciale forma di stato sociale, tramite la
svendita del proprio territorio. E quindi ­
conclude il Presidente Regionale di Legambiente –
dopo aver spiegato ai cittadini che avere una
discarica porta benefici e compensazioni che si
traducono in facilitazioni e bonus per giovani,
anziani, bollette e tariffe, evidentemente è
diventato difficile spiegare agli abitanti che è
meglio non buttare tutto in discarica e
convincerli a fare la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio.