giovedì 17 gennaio 2019
In foto: Sono finiti in carcere per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione il 44enne albanese Anton Lala e la 26enne ucraina Nataljia Volovicha. Lala è anche accusato di introduzione di clandestini nel territorio nazionale. Ad accusare i due una giovane moldava di 20 anni costretta a prostituirsi a Ravenna e tenuta segregata in un appartamento di Rimini.
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ven 15 giu 2001 19:35 ~ ultimo agg. 00:00
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La ragazza ha deciso di rivolgersi alla polizia dopo l’incontro con un barista riminese, che per evitare che tornasse a prostituirsi per alcuni giorni le ha dato le 700mila lire, corrispettivo della somma che la giovane doveva versare ai suoi protettori. Il fermo dei due è stato convalidato dopo il riscontro tra il racconto della 20enne con quello di una connazionale 25enne, che alcuni mesi fa liberatasi dai protettori, si era rivolta all’ufficio immigrazione della Questura per chiedere il permesso di soggiorno e aveva poi raccontato agli agenti della squadra mobile la storia del suo arrivo in Italia. Entrambe le ragazze a gennaio avevano risposto all’annuncio di un giornale che pubblicizzava un posto di lavoro in Italia. Loro interlocutore fu Lala che, in cambio di alcune centinaia di dollari, procurò il permesso di viaggio e le fece partire. Le due furono subito divise e raggiunsero l’Italia la 25enne in auto via Romania, la 20enne con un viaggio incubo attraverso l’ex Jugoslavia, l’Albania e da lì con un gommone fino alle coste del Salento.

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