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Sciopero Rimini. Calcagno (AIC): “questi ragazzi chiedono rispetto”

In foto: Umberto Calcagno
Umberto Calcagno
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura 2 min
Mer 30 Mar 2016 19:26 ~ ultimo agg. 19 Mag 09:36
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I giocatori del Rimini, in accordo con l’Assocalciatori, hanno deciso di non scendere in campo, sabato 2 aprile, a Teramo, per scioperare contro la società. Il sito TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva l’avvocato Umberto Calcagno, rappresentante dell’Assocalciatori, che ha seguito i tesserati romagnoli in queste settimane. Intervista realizzata da Sebastian Donzella.

Come mai si è arrivati allo sciopero?

“Perché questi ragazzi chiedono rispetto. Stanno vivendo un incubo che riguarda la quotidianità. Si continuano a fare promesse, si parla di nuove cordate ma la realtà attuale è quella di un gruppo di giocatori abbandonato che ogni giorno si interroga su dove andrà a mangiare o su dove dormirà.
Inoltre in queste settimane trasferte e materiale sanitario sono stati pagati dai tifosi: un gesto bellissimo ma questo non è calcio amatoriale. Così viene svilita una professione. Infine è contro la regolarità del campionato mandare in campo una squadra in campo che non percepisce stipendi da mesi.
Sia chiara, comunque, una cosa: questa è stata una decisione sofferta perché i ragazzi vogliono giocare”.

E per vederli giocare cosa servirebbe?

“Basterebbe che la società riprendesse i discorsi iniziati un mese fa con noi e con la Lega Pro. Dopo quella scriteriata proposta del taglio degli stipendi del 50% non è accaduto più nulla e lo sdegno, per questo, è ancora maggiore. La società, in maniera responsabile, deve chiedere la distribuzione delle risorse di sistema presenti, ovvero la fidejussione regolarmente depositata a inizio campionato, per concludere la stagione”.

Eppure la partita potrebbe disputarsi lo stesso, con l’ausilio della formazione Berretti…

“Nulla vieta al club di convocare le giovanili per giocare in prima squadra. Ma di sicuro i calciatori professionisti, se la situazione non cambia, non scenderanno in campo contro il Teramo. Spero, comunque, che la società, in maniera responsabile, decida di riaprirsi al dialogo”.

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