Villa Assunta e ex Ghigi: due nodi da risolvere per l’amministrazione
Da casa di cura a casa e basta. Potrebbe andare in questa direzione il futuro di Villa Assunta di Rimini con il nuovo bando di vendita del 24 novembre. Una prospettiva emersa ieri in Consiglio Comunale, dopo la richiesta di chiarimenti presentata da Zilli di Alleanza nazionale.
L’AUSL aveva già predisposto un’asta andata però deserta. Nel nuovo bando, si parte da una base d’asta di circa 8 miliardi di lire, mentre l’azienda sanitaria nel ’98 ne aveva spesi una dozzina per l’acquisto.
L’intervento di Zilli, poi, ha preso di mira le possibilità previste nell’ipotesi di vendita: dopo cinque anni si può cambiare la destinazione sanitaria della struttura, ma ci potrebbe anche essere la possibilità di modificarla subito pagando una penale di 310mila euro.
Il consigliere ha chiesto l’impegno dell’amministrazione per evitare che Villa Assunta si trasformi in appartamenti; il sindaco Ravaioli ha preso tempo per informarsi meglio.
E’ l’amministrazione, invece, a esprimere di nuovo preoccupazione per la sorte dei 70 lavoratori dell’ex pastificio Ghigi. Ieri, in un incontro con le rappresentanze sindacali, la Colussi, proprietaria dello stabilimento, ha ribadito la volontà di cessare la produzione e cedere in tempi brevi la struttura. Oggi il presidente del Consiglio Comunale Cesare Mangianti ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nella salvaguardia del futuro dei lavoratori, condannando la decisione unilaterale dell’azienda.
Anche per il pastificio Ghigi era emersa la possibilità di un futuro residenziale, ma in questo caso l’amministrazione è categorica: destinazioni dell’area diverse da quella produttiva, assicura Mangianti, non troveranno mai sbocchi.










