Variante SS16: il TAR boccia la proroga della VIA. Sadegholvaad: parola fine
Stop definitivo alla variante sulla Statale 16. La sentenza del TAR ha accolto il ricorso dei residenti lungo il tracciato Bellaria/Misano Adriatico e ha bocciato la proroga della Valutazione di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente e di ANAS.
È il 27 aprile 2013 quando il ministero dell'Ambiente adotta il provvedimento di Valutazione di impatto ambientale. Ma le cose vanno a rilento e il 22 marzo 2018 avanza una prima richiesta di proroga. La Commissione tecnica Via il 12 aprile 2019 esprime inizialmente giudizio negativo ma, dopo le osservazioni di Anas, il 6 settembre concede la proroga fino al 2023. Nell'estate 2022 Anas dà avvio alla Conferenza dei servizi e il 5 settembre il Comitato che contrasta l'opera formula una serie di osservazioni, rilevando in particolare la mancata considerazione del sopravvenuto sviluppo urbanistico. Intanto il 3 ottobre 2023 il ministero dell'Ambiente, previo parere della Commissione tecnica Via, dispone la seconda proroga della Via fino al 27 aprile 2028. Con i ricorrenti a sostenere che lo sviluppo territoriale del contesto di riferimento avrebbe dovuto portare a una nuova Via, che non ci sarebbe stata un'istruttoria autonoma e che la proroga sarebbe illegittima anche perché finalizzata a sanare l'inerzia colpevole sui tempi di realizzazione del progetto.
Non solo: le ragioni di pubblico interesse dell'atto avrebbero dovute essere esternate, consentendo la partecipazione. Mentre la localizzazione è avvenuta senza il doveroso approfondimento degli effetti socio economici e territoriali, e senza l'analisi sul patrimonio agroalimentare. Come osservano i giudici nella sentenza, per concedere la proroga occorre una relazione aggiornata sul contesto ambientale e che non risultino mutamenti essenziali. Dev'essere dimostrata dunque "la perdurante coerenza del quadro normativo e programmatico". Secondo la Commissione tecnica "non sono subentrate modifiche o aggiornamenti significativi e lo stato attuale dell'ambiente può definirsi invariato". Mentre per Anas il mancato compimento dell'opera nei termini si deve all'indeterminatezza dovuta al lasso di tempo di circa due anni intercorso dalla richiesta di proroga alla concessione stessa. Tuttavia per il Tar le motivazioni non sono idonee a giustificarla. Infatti non sarebbero stati presi in adeguata considerazione "i profondi mutamenti nell'area territoriale interessata dal progetto". Non si è "tenuto adeguatamente conto e accertato" l'effettiva invarianza del contesto ambientale, che, alla luce degli elementi messi in evidenza peraltro dalla stessa Anas, risulta aver subito "importanti modifiche". Mentre "il progetto della costruzione dell'autostrada ha avuto realizzazione pressoché nulla, ancora dopo la proroga del 2018". Nello specifico, prosegue la sentenza, c'è stato "un rilevante sviluppo urbanistico, con gli immobili passati da circa 1.100 a quasi 2.000; così come "un consistente consumo di suolo". Il Tribunale accoglie dunque il ricorso e annulla la proroga, compensando tra le parti le spese di lite.
E poi "le caratteristiche dell'opera e la vastità e varietà delle aree interessate" portano di per sé a "un dubbio in ordine all'inidoneità ed attualità di una Via resa oltre dieci anni prima". Senza dimenticare che gli attraversamenti di Marecchia e Conca sono finiti dentro le "fasce ad alta vulnerabilità idrologica" del Piano di assetto idrologico. Che ci sono sei nuovi siti di rilevanza ambientale e paesaggistica, e che sono numerosi gli aggiornamenti e le opere di mitigazione che vanno effettuate. La stessa Commissione tecnica ricorda che tre dei cinque Comuni attraversati si sono dotati di un nuovo strumento di pianificazione comunale, Bellaria-Igea Marina, Rimini e Misano Adriatico. Per cui serve "una nuova analisi degli stessi in relazione al tracciato". Insomma, la Commissione "non ha operato la necessaria considerazione unitaria di sintesi della pluralità dei rilevanti mutamenti del contesto territoriale di riferimento sopravvenuti". Per cui "la motivazione del provvedimento di proroga deve ritenersi insufficiente" e le ragioni di Anas non sono idonee a giustificare il "notevole" ritardo sull'intervento. Il Tar non dà ragione ai ricorrenti sulla mancanza di interesse pubblico per la proroga e sull'assenza di una partecipazione da parte degli interessati, mentre sull'attraversamento della variante in zone ad uso agricolo di elevata peculiarità precisa che "in sede di rivalutazione dell'impatto ambientale anche la circostanza in questione va esaminata".
"Una sentenza - commenta Jamil Sadegholvaad, presidente della Provincia di Rimini - mette sostanzialmente la parola fine alla lunghissima storia, oltre 25 anni, della variante alla Statale 16 sul territorio della provincia di Rimini. E questo passaggio paradossalmente un grande merito lo ha perché fa chiarezza, al di là delle innumerevoli strumentalizzazioni e forzature politiche lungo un decennio, sul destino di un’opera, chiaramente finita dal 2020 su un binario morto. Cronaca di una morte annunciata, si potrebbe dire".
"Senza alcun finanziamento per la sua realizzazione, il costo è di oltre un miliardo di euro, l’intervento di ampliamento della sede stradale lungo i 28 km che separano Bellaria da Misano era praticamente già finito da anni nel porto delle nebbie. Io stesso - continua Sadegholvaad - , non più tardi di 6 mesi fa, avevo pubblicamente chiesto ad ANAS e ai Ministeri competenti di fare chiarezza: la volete fare o no? Adesso, come spesso accade in Italia, ci ha pensato la giustizia, in questo caso amministrativa, a decidere".
"Se i Comuni interessati dal tragitto avevano già presentato anni fa proposte di osservazioni per mitigare l’impatto dell’opera, adesso tutto è superato dalla sentenza del TAR che, nei fatti, smonta tutto il lavoro del Ministero dell’Ambiente e di ANAS. E visto peraltro che neanche un euro del miliardo e passa necessario alla realizzazione dell’opera era stato stanziato (sorte che accomuna questa variante alla nuova Marecchiese, ad esempio), non credo proprio che l'organo politico e quello di gestione della rete stradale faranno la corsa per impugnare in appello la sentenza. Sono comunque decisioni che spettano solo a loro. Certo è che il problema di migliorare e decongestionare il tratto in questione della rete viaria provinciale resta tutto ed è una questione che non dovrebbe riguardare solo il territorio locale".
Scrive su Facebook il consigliere comunale e regionale di Fratelli d'Italia Nicola Marcello: "Questa decisione certifica la fine di un percorso progettuale che si trascina da anni (almeno 25) senza risultati concreti e rappresenta una sconfitta eclatante di chi ha governato questo territorio negli ultimi 30 anni o se vogliamo da sempre. Il progetto del tratto 1 e 2 di tale opera che, ho cercato di bloccare in tutti i modi da almeno 4 anni , rappresentava un atto destruente, dannoso ed inutile ai tempi di oggi che finalmente abbiamo affossato!
Prima erano d’accordo con me tantissimi cittadini, gli ex amministratori Melucci e Ravaioli, oggi sembra sulla via della “conversione” anche l’attuale sindaco Sadhegolvaad. La mia vigilanza propositiva rimane alta!
Ringrazio uno per uno i 54 ricorrenti ai cui incontri ho partecipato più volte in modo fattivo e collaborativo. Siete veramente encomiabili"; prosegue Marcello. "A tale opera va sostituita una nuova progettazione della Statale 16 che corre nel tragitto già esistente, almeno fino al casello Rimini Sud, una nuova Statale 258 “Marecchiese”, una nuova Statale 72 per San Marino ed un Nuovo Casello A14 come quello che ho depositato oggi in Regione e frutto di mesi di studio di alcuni tecnici collaboratori".
Il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti chiede ora chiarezza sugli investimenti: “Con lo stop definitivo alla variante della statale 16 è ora necessario ridefinire le priorità infrastrutturali del territorio, investire per migliorare la sicurezza e decongestionare i flussi di traffico dell’attuale tracciato. In tal senso solleciterò il governo e ANAS con una interrogazione parlamentare per capire quali interventi alternativi siano previsti per rispondere alle criticità viarie del tratto Bellaria-Misano che oltre 25 anni fa era stato interessato dal progetto della variante ‘perduta’.
Come M5S abbiamo espresso più volte perplessità sul tracciato della variante alla SS16, sul suo impatto ambientale, sui dati di traffico su cui era basato, vecchi di decenni, e proprio per questo abbiamo inserito nel programma della regione Emilia Romagna la necessità di aggiornare il disegno strategico di pianificazione dell’assetto stradale della regione; in tale ottica riteniamo che ‘spostare’ risorse - che comunque devono essere stanziate - sull’attuale tracciato invece che su nuove varianti possa essere un positivo compromesso per il nostro territorio.
Aspettiamo intanto segni di vita da parte di governo, ministero ed ANAS che in questi quattro anni sono stati incapaci di fare chiarezza, di dare risposte e di trovare soluzioni per la statale 16,
I comuni della provincia e i cittadini meritano risposte e ora che la variante alla SS16 è ufficialmente saltata pretendono investimenti alternativi adeguati per il territorio.”












