Credito per le famiglie: una provincia a due velocità. L'analisi della FABI
Una credito a due velocità per le famiglie riminesi. Questo emerge dall'analisi effettuata dal sindacato Fabi su mutui e finanziamenti. Preoccupa anche il rischio di una nuova impennata dei tassi.
Anche il settore del credito rischia pesanti contraccolpi a legati alle tensioni geopolitiche internazionali. Non è infatti da escludere che un rialzo dell’inflazione, trainato dai prezzi dell’energia, porti la BCE a valutare nuovi interventi sui tassi. Uno scenario preoccupante specie per l’Italia che già, nonostante la fase di allentamento monetario avviata nei mesi scorsi dalla Banca Centrale Europea, deve fare i conti con un credito più caro rispetto al resto d’Europa e con un divario che tende ad ampliarsi. A inizio 2026 il tasso medio sui mutui casa in Italia si è attestato al 3,55%, contro il 3,06% della Francia, il 2,49% della Spagna e una media europea del 3,23%. Ma è sul credito al consumo che si registra il vero squilibrio del sistema italiano (tasso all’8,11% contro il 7,51% europeo). Nonostante questo però sia in Emilia Romagna che in provincia di Rimini cresce il ricorso delle famiglie al credito. La Regione ha registrato infatti nel 2025 una delle variazioni più elevate d’Italia sui mutui (+4,3%) e Rimini è in vetta, dopo Modena, con una impennata di quasi il 5%. Ma se questa crescita può essere vista in chiave positiva come un investimento sul futuro da parte delle famiglie che cercano stabilità nella casa, preoccupa invece l’aumento del credito al consumo (spesso per far fronte a spese esigue e con tassi elevati): in Emilia Romagna nei primi nove mesi del 2025 l’ammontare dei finanziamenti si è attestato ad oltre 9,2milioni e a Rimini ha superato il mezzo milione con un +5,6% in appena un anno (in linea col dato regionale) che si amplia a quasi il +15% nel triennio.
"Nonostante la fase di allentamento monetario avviata nei mesi scorsi dalla Banca Centrale Europea, e mentre si riaffaccia l’ipotesi di nuovi rialzi, in Italia il credito resta più caro che nel resto d’Europa - commenta Mattia Pari, segretario generale aggiunto della Fabi a livello nazionale e segretario coordinatore della Fabi di Rimini -. Il divario resta evidente sia sui mutui sia, soprattutto, sul credito al consumo, dove non si riduce, ma tende ad ampliarsi. È il segnale che la trasmissione della politica monetaria è ancora incompleta e che i benefici per famiglie e imprese arrivano con lentezza e in modo diseguale. Le tensioni geopolitiche e il nuovo shock energetico rischiano infatti di riaccendere l’inflazione, proprio in Europa, particolarmente sensibile alle dinamiche dei prezzi dell’energia. Se l’inflazione dovesse tornare a salire, non si potrebbe escludere che la BCE sia costretta a valutare nuovi interventi sui tassi e, di conseguenza, mutui e prestiti diventare ancora più cari e difficilmente accessibili per famiglie e imprese. Il risultato sarebbe che i tassi dei prestiti si abbassano poco e lentamente quando la BCE riduce il costo del denaro e che si alzano velocemente quando la BCE aumenta il costo del denaro. È una politica diseguale e ingiusta. Voglio chiarire che la responsabilità non è delle persone che lavorano in banca, ma dei vertici che ne decidono le politiche industriali. La crescita del credito al consumo non v a letta come un segnale di fiducia. I prestiti personali sono diventati per molte famiglie una voce ordinaria e quando il ricorso al prestito serve per ottenere liquidità o accorpare debiti, significa che il credito sta sostituendo il reddito. Prima di indebitarci è importante parlare con un consulente e sentire più intermediari. Sono scelte importanti e non devono essere affrontate da soli. Il ruolo di chi lavora in banca è fondamentale. Il fenomeno del compro oggi e pago domani, che si può fare anche da soli con canali online, è estremamente preoccupate e pericoloso.
I dati del riminese possono avere diverse chiavi di lettura. Io propenderei per questa: l’aumento dei mutui è un segnale di vivacità del mercato immobiliare e una solidità di chi ha richiesto i finanziamenti. Il dato del credito al consumo è in linea con l’andamento regionale, ma decisamente più alto della media nazionale e questo non è un buon segnale. In definitiva direi che nel territorio c’è un credito a due velocità, che segnala un problema di diseguaglianze che andrebbe approfondito e affrontato"












