Un’Alleanza di Città e Paesi d’Italia intorno al Mare contro la plastica monouso
Unire il Mare Adriatico nella lotta alla plastica monouso. Sono Rimini e Vasto in Abruzzo i Comuni costieri capofila del progetto di "Alleanza di città e paesi d'Italia intorno al mare", che si punta ad estendere urbi et orbi, tra decalogo di semplici azioni, campagne e finestre informative, coinvolgendo associazioni e cittadini. E le prime adesioni arrivano sempre dalla Romagna, con Riccione e Bellaria-Igea Marina. D'altronde i numeri sono allarmanti: ogni anno in Italia, spiega questa mattina alla stampa riunita in Municipio a Rimini il coordinatore scientifico del progetto Enzo Favoino, vengono immesse sul mercato sei milioni di tonnellate di plastica, e a livello globale, finiscono in mare 10 milioni di tonnellate.
Il nemico numero uno è la plastica monouso e gli imballaggi in particolare, per i quali si arriva al 50% di riciclo, mentre l'altra metà finisce in discarica, viene incenerita o si disperde. L'80% dei rifiuti marini è plastica, il 3,7% sono bottiglie. Contro questi "scenari apocalittici" e per invertire l'overpackaging servono "azioni politiche e comportamentali". Da qui il progetto per l'Alleanza, "una campagna dal basso, non velleitaria e nel solco dell'agenda europea". Con claim "Il marketing siamo noi" e decalogo di azioni "immediate" per amministrazioni e cittadini. Così da cambiare le scelte sui materiali, reindirizzando le politiche industriali: l'industria petrolchimica ha infatti trovato un "eldorado" nella plastica. Nel merito del decalogo entra il coordinatore del progetto per i Comuni proponenti Franco Sacchetti, autore anche dei fumetti della campagna mediatica, due ragazzi che raccolgono una bottiglia di plastica in mare con dentro il messaggio "Non usarmi più".
Il manifesto verrà affisso in luoghi pubblici, scuole, parchi, studi medici e spiagge. Si tratta di 10 oggetti in plastica monouso da evitare, con alcune finestre informative: le bottiglie; contenitori per il cibo, stoviglie e posate, che rappresentano il 12,5% dei rifiuti spiaggiati; shampoo e detergenti; cassette in polistirolo per il pescato per le quali già esistono valide alternative; le calze per la mitilicoltura, per cui si studiano alternative con la canapa; le capsule del caffè; sigarette e filtri, il 7,5% dei rifiuti spiaggiati, con la campagna per lo stop a quelli in plastica; i pannolini; festoni, coriandoli e palloncini. L'obiettivo è anche fare "pressione istituzionale e mediatica", rimarca Sacchetti, sul mancato recepimento da parte dell'Italia di alcune direttive europee. Fornendo informazioni sui danni alla salute, sulle diverse campagne attive, da quella contro i distributori di cibo e bevande in plastica a quella per il vuoto a rendere, e sulle alternative di consumo. "Speriamo nell'adesione di molti Comuni", auspica il presidente onorario dell'associazione Basta Plastica in Mare, partner del progetto, Franco Borgogno. E con lui concorda Alberto Granata di Medici per l'ambiente che ha lanciato la campagna sui rischi da esposizione alla plastica: "Lo siamo tutti, fino dal feto in utero". L'alleanza, osserva l'assessore all'Ambiente del Comune di Rimini Anna Montini, mette insieme Istituzioni, associazioni e società civile tra informazione, cambiamento e comportamenti. È "importante- rimarca- farlo tutti insieme, adottando pratiche comuni", come erogatori e casine d'acqua, no monouso nelle mense, per un risultato più ampio.
Si deve "partire dalle città e dai bambini", le fa eco il collega del Comune di Vasto Gabriele Barisano, con "piccoli passi per far capire chela plastica monouso fa danni e il pianeta si consuma. L'amministrazione abruzzese, mette in luce l'assessore al Demanio Nicola Della Gatta, è in fase di riconoscimento del piano demaniale marittimo e punta a inserire nelle concessioni delle premialità rispetto alle pratiche di raccolta e conferimento dei rifiuti. L'alleanza è anche "una sfida culturale", continua, perché "manca una rete come motore motivazionale". All'intesa aderisce Bellaria-Igea Marina e l'assessore al Demanio Adele Ceccarelli è convinta che "coinvolgere diverse città" può dare maggiore evidenza alle azioni messe in campo. E "dove c'è un ambiente pultio migliora la salute". Ci crede l'ambientalista riminese e presidente di Basta plastica in mare Manuela Fabbri: per il decennale "il nostro network si sostanzia con un progetto ambizioso. Sono ottimista". Anche perché "dipende da noi, da quello che consumiamo". Questa è insomma una "chiamata a raccolta dei Comuni per cambiare stili di vita", con una lettera-appello ad aderire e a mettere in campo le best practice.












