Una Saviolina virtuale tra i pezzi forti del nuovo Star Museum di Riccione
La Saviolina, la storica imbarcazione varata nel 1928, sarà protagonista di una delle esperienze più particolari dello Star Museum, il nuovo polo culturale che sta prendendo vita all’interno dell’ex fornace di Riccione che, dopo avere svelato il nome, a poco a poco racconta i contenuti. Una sezione espositiva sarà dedicata all’Adriatico e il cuore del progetto sarà un modello tridimensionale del lancione, ricostruito in modo filologico. Da postazioni di realtà virtuale i visitatori potranno esplorarne ogni singolo elemento costruttivo, comprenderne le caratteristiche nautiche ed osservare le principali manovre tradizionali ricreate con rigore scientifico. Gli elementi marini entreranno anche dentro una wunderkammer, la stanza delle curiosità, dove troveranno posto gli strumenti tradizionali della cantieristica locale, attrezzi da pesca d’epoca, componenti originali della Saviolina e la preziosa collezione di modellini delle imbarcazioni tipiche della costa romagnola donata dal modellista Nazareno Macini. Lo Star Museum riserverà inoltre una parte significativa del proprio allestimento alla tutela dell’ecosistema adriatico. Sviluppata in collaborazione con istituti scientifici del territorio, la sezione racconterà la biodiversità della barriera soffolta antistante il litorale e dedicherà approfondimenti specifici alle attività di recupero, cura e reintroduzione in mare delle tartarughe della specie Caretta caretta.
La definizione di questi contenuti è il risultato di un percorso di collaborazione con alcuni partner come il Club Nautico Riccione, che ha collaborato attivamente alla definizione dei contenuti scientifici e degli spazi dedicati alla marineria. La supervisione scientifica dei contenuti dedicati all’archeologia navale, alla navigazione tradizionale e alla ricostruzione filologica dello storico veliero è stata affidata a Stefano Medas. La progettazione e lo sviluppo dell’esperienza immersiva, della ricostruzione digitale dell’imbarcazione e dell’intero sistema di interazione sono stati curati da La Jetée. I contenuti dedicati alla biodiversità marina e alle attività di salvaguardia ambientale vedono il contributo di Fondazione Cetacea, che ha curato la valorizzazione delle attività di recupero, cura e reintroduzione in mare delle tartarughe della specie Caretta caretta. Blennius ha invece curato gli approfondimenti scientifici dedicati agli ecosistemi dell’Adriatico e alla fauna della barriera soffolta, documentandone la ricchezza biologica attraverso spettacolari fotografie subacquee.
L'obiettivo dei curatori è che dopo aver visitato il museo ed essere saliti a bordo dell'imbarcazione virtuale al visitatore venga il desiderio di fare una piccola passeggiata per ammirare il lancione dal vivo, attraccato nel porto di Riccione.










