Una palestra per Elisa Antonacci: il 21 marzo l'intitolazione in via Euterpe
Sabato 21 marzo alle ore 10.30 la palestra di Via Euterpe 5 a Rimini sarà intitolata a Elisa Antonacci, la ginnasta che quattro anni fa a soli 16 anni fu portata via da una malattia improvvisa. Un mese prima aveva perso il suo papà Giuseppe. Sarà una mattinata speciale per tutti, un momento di ginnastica dedicato ad Elisa con le esibizioni delle piccole atlete della Polisportiva Celle e del gruppo di atlete con cui Elisa si allenava.
Alessandra, la madre di Elisa: "Una bambina semplice, allegra, con lei è stato sempre tutto facile. Una ragazza che aveva un enorme gioia di vivere. La sua vita era fatta di cose semplici, lo studio, la ginnastica, divertirsi, passare il tempo coi suoi amici. Mi diceva... viviamo nella città più bella del mondo, che è Rimini. Ha avuto la fortuna di viaggiare si da piccola, conoscere posti diversi e bellissimi ma il ritorno a Rimini era sempre casa. L'estate la passava al mare coi suoi amici a veder sorgere il sole all'alba e vederlo tramontare poi alla sera. Era sincera, leale, aveva sempre tempo per ascoltare tutti, aveva una buona parola per tutti, aveva tanti sogni e tanti obbiettivi, la giornata era sempre troppo corta per fare tutto. E' stata poco tempo con me, ma sono grata di tutto ciò che abbiamo vissuto. Siamo stati orgogliosi di lei e continuo a esserlo sempre in ogni momento della giornata"
Michela Carlini, allenatrice di Elisa: "Quando il consiglio direttivo ha proposto al Comune di Rimini di intitolare la palestra a Elisa sono stata molto felice. Qui Elisa ha fatto un percorso come quello di tante altre bambini, iniziando a tre anni e lei era entusiasta del percorso che aveva iniziato. A 5-6 anni era salita sul podio alla sua prima gara sociale. Poi la pre agonistica e l'agonistica, fino alla serie A. Che dire di Elisa? Aveva una passione per questo sport davvero particolare, metteva entusiasmo in tutto, e c'era un rapporto vero e sincero in tutto. Si confidava anche quando le cose non andavano bene, trovavamo insieme una forza per continuare il percorso. Era una atleta veramente elegante e dolcissima, quando creavamo le coreografie al corpo libero sceglievamo pezzi dolci e classici, riportava la musica sugli attrezzi, sulla trave, sulle parallele, anche nei momenti in cui era molto giù siamo riusciti sempre a riprenderci, era dolce e tosta e una buona compagna di squadra. L'ultimo messaggio che ci eravamo scambiate era di un ritorno in palestra graduale e la voglia di allenare le bambine"
Un'amica e compagna di Elisa: "Io ero una giovane ginnasta, lei era uno scricciolo, l'ho vista crescere, le ho fatto da sorella maggiore. Non c'è angolo in questa palestra che mi faccia pensare a lei. Qualsiasi movimento a posteriori, qualsiasi salto, qualsiasi elemento è dedicato a lei, alla nostra piccola farfalla. La immagino che volteggia ancora qui, leggiadra. Sono orgogliosa di questa intitolazione, il nostro legame sarà unico e per sempre".












