Una ‘città’ di immigrati: 22.535 quelli riminesi. Presentato l’Osservatorio
Una popolazione giovane e dinamica, di cui bisogna tenere conto anche nella formulazione di politiche per la salute.
Provengono soprattutto da Albania, Ucraina, Romania in prevalenza sono donne, hanno superato i trenta anni e non sono sposati. E’ questo l’identikit della maggioranza degli immigrati presenti regolarmente a Rimini.
I dati sono dell’Osservatorio organico sui fenomeni migratori, curato dalla Provincia. Le necessità economiche si riconfermano la ragione principale per l’ espatrio, 64 permessi di soggiorno su cento, sono stati concessi per lavoro, segue ricongiungimento familiare (24%) studio e motivi di salute ( nel 3% dei casi).
Il basso livello di scolarizzazione, 24 stranieri su 100 sono analfabeti, non rappresenta un ostacolo per gli aspiranti lavoratori, anzi: gli africani sono meno istruiti ma trovano più facilmente un’occupazione. Dall’est arrivano donne (in maggioranza ucraine), laureate, pronte per essere assunte dalle famiglie riminesi come badanti. Positivo il dato sull’imprenditorialità: gli straniere imprenditori nel 2004 sono il 5,6%.
Sono indicazioni utili per indirizzare le risorse e l’intervento dell’amministrazione pubblica.
Il tema della salute degli immigrati è stato inserito anche tra le priorità del piano della salute provinciale. I servizi sanitari anche sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio elaboreranno metodi di assistenza che tengano conto delle necessità mediche e culturali della popolazione straniera, senza creare però servizi ad hoc che finirebbero per ghettizzarla.










