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Situazione preoccupante

UIL Rimini: allarme scuola tra cattedre scoperte e buio sui concorsi

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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E’ allarme scuola a Rimini. Al momento in provincia risultano vacanti e disponibili ben 187 posti tra insegnamenti comuni e posti di sostegno per l’anno scolastico 2026/2027. Ad evidenziarlo è la Uil che rileva le maggiori sofferenze sul sostegno e sulle discipline tecnico-scientifiche e professionalizzanti. “Questa cronica carenza – spiega il segretario UIL Scuola Rimini, Costantino Scamperti - non è solo un problema numerico, ma un ostacolo quotidiano che penalizza la continuità didattica e il diritto allo studio degli alunni, sovraccaricando di lavoro le segreterie e il personale in servizio”.
Ma al problema delle cattedre scoperte se ne somma anche un altro. Si tratta del fatto, sottolinea il sindacato, che ad oggi il ministero non ha ancora comunicato i contingenti e la reale ripartizione dei posti per i prossimi concorsi nelle varie province. “Questa opacità – attacca Scamperti - costringe migliaia di docenti precari a vivere in una condizione di totale incertezza, senza poter pianificare il proprio futuro professionale. Non si possono bandire procedure concorsuali lasciando i candidati al buio sui posti effettivamente disponibili sul territorio”.
Per la UIL Scuola Rimini, le decisioni centrali stanno scaricando l'intera pressione organizzativa sui lavoratori della scuola: “Siamo di fronte a un meccanismo penalizzante. Da un lato si impone dall'alto un dimensionamento scolastico che ignora le reali esigenze dei singoli istituti e toglie autonomia decisionale ai territori, dall'altro si escludono proprio le realtà locali da stanziamenti, risorse organiche e misure di supporto aggiuntive necessarie a gestire l'emergenza”.
Per risolvere la carenza di docenti e dare dignità al sostegno, torna a chiedere il sindacato, servono investimenti strutturali e una pianificazione chiara, a partire dall'immediata pubblicazione dei dati provinciali del concorso. “Il Ministero – conclude Scamperti - non può centralizzare le decisioni e poi lavarsi le mani quando si tratta di garantire i diritti contrattuali dei lavoratori e il corretto funzionamento delle nostre scuole”.

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