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Negligenze del professionista

Tre interventi dopo estrazione dente del giudizio. Risarcimento da 205.000 euro

In foto: repertorio (Pexels)
repertorio (Pexels)
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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L'estrazione di un dente nel giudizio in uno studio dentistico riminese per una ragazza all'epoca dei fatti 18enne, residente nel Rubicone, ha dato vita a una serie di pesanti complicazioni che sono sfociate in un procedimento di richiesta di risarcimento danni: procedimento arrivato a sentenza nei giorni scorsi al Tribunale di Forlì, competente per la vicenda.

I fatti risalgono al 2018 quando la ragazza si rivolse al dentista per il dolore che pativa al dente del giudizio. A seguito di ortopanoramica e persistendo il dolore, il medico aveva optato per l'estrazione del dente. Il giorno successivo, a fronte di ulteriore dolore e febbre alta, ha prescritto alla giovane un antibiotico che però non ha avuto effetto. La ragazza si è quindi rivolta al Pronto Soccorso di Santarcangelo che l'ha indirizzata all'Infermi di Rimini. Da qui a seguito di nuovi controlli, al Reparto di Chirurgia Maxillo Facciale dell'ospedale Bufalini di Cesena dove la ragazza è stata sottoposta ad accertamenti che hanno indotto all'effettuazione di un intervento chirurgico, circa due settimane dopo l'estrazione del dente, seguito nel giro di pochi giorni da altri due interventi per scongiurare ulteriori infezioni.

I consulenti hanno ritenuto corretta la diagnosi e adeguato il trattamento adottato dal professionista rispetto al caso specifico, ma hanno individuato diversi profili di negligenza che avrebbero quindi causato patologie infiammatorie gravi e problemi alla funzionalità renale. In particolare, l'estrazione sarebbe avvenuta senza una profilassi antibiotica, nonostante la stessa presentasse un rischio infettivo “aumentato”, favorendo il proliferare delle successive infezioni.  Sebbene poi risolte, queste conseguenze hanno costretto la ragazza ad un lungo ricovero e a subire tre interventi chirurgici, che le avevano lasciato visibili cicatrici sul collo. Una, in particolare, lunga oltre 27 centimetri. Anche dopo le dimissioni la ragazza ha lamentato la persistenza di alcuni disturbi. Il professionista è stato condannato dal Tribunale di Forlì a un risarcimento complessivo di 224mila euro

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