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Trc. Niente ruspe in via Serra ma arrivano gli esposti in Procura

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Dopo gli attimi di tensione di ieri pomeriggio al cantiere del Trc in via Serra, con Walter Moretti e il figlio saliti sul tetto per impedire agli operai la demolizione, oggi si temeva nuova elettricità. Dalle 7.30 infatti a presidiare la via c’erano polizia e carabinieri mentre un capannello di persone si era ritrovato di fronte a casa Moretti, tra questi anche alcuni esponenti del 5 Stelle e del Comitato No Trc di Riccione. Ma gli operai di Italiana costruzioni non si sono visti e alle 16 anche le forze dell’ordine hanno abbandonato la zona. Per Walter Moretti è iniziata la conta dei danni: cavi elettrici e telefonici sfilati per isolare la tavernetta di 60 metri quadri oggetto dell’intervento, tubi di gas e acqua tagliati, danni a tetto e pavimentazione e anche due portoni distrutti di cui uno in un’area non da espropriare. Oggetto del contendere l’interpretazione dell’ordinanza del Tar del 13 settembre che, secondo Moretti, prevederebbe di abbattere solo ciò che è previsto dal decreto di esproprio del 2007, cioè 8 metri quadrati, corrispondenti alla parte più esterna del manufatto. Opposta l’opinione di Agenzia Mobilità, che già ieri con una nota aveva ribadito di avere agito nella piena correttezza e nel rispetto dei progetti approvati dal CIPE. Questa mattina il consigliere Camporesi ha incontrato il procuratore capo Giovagnoli annunciando un esposto da parte dei 5 Stelle. Altri due sono già sul tavolo del procuratore firmati dalla deputata del Movimento Giulia Sarti e dall’avvocato di Moretti, Migani.

(nella foto scattata ieri l’esterno del manufatto di via Serra, oggetto del contendere)

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