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Tassa sul rinnovo permesso di soggiorno. Per il momento niente sconti

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Lun 30 Gen 2012 16:28 ~ ultimo agg. 15 Mag 11:28
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Il problema della tassa era stato sollevato da diverse associazioni che ne chiedevano l’abolizione. L’appello era stato raccolto dal ministro dell’Integrazione Andrea Riccardi, che aveva contattato la collega Annamaria Cancellieri per concordare una soluzione. I due ministri, lo scorso 4 gennaio, avevano quindi rilasciato una dichiarazione congiunta spiegando di aver deciso ”di avviare un’approfondita riflessione e attenta valutazione” sul contributo richiesto agli immigrati per il documento di soggiorno. In particolare, avevano sottolineato,”in un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani, ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese, c’e’ da verificare se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare”.

In sostanza i due ministri puntavano ad arrivare – prima del 30 gennaio – ad una sospensione dell’entrata in vigore del Maroni-Tremonti, in modo da introdurre esenzioni e riduzioni in base al reddito ed al numero di figli. E’ stata valutata la possibilita’ di inserire la sospensiva nell’ambito del decreto sulle semplificazioni approvato dal Consiglio dei ministri. Ma la cosa non e’ andata in porto a causa, sembra, di perplessita’ avanzate dall’Economia.

Fonti ministeriali assicurano che si continua comunque a lavorare agli ‘sconti’, da inserire in un provvedimento di riordino complessivo della normativa sui permessi di soggiorno. L’obolo a carico dello straniero va dagli 80 euro per il rilascio ed il rinnovo del permesso di durata compresa tra tre mesi ed un anno ai 200 per quello di soggiornante di lungo periodo. Bisogna poi aggiungere 27,50 euro per le spese del documento elettronico.

La meta’ del contributo, prevede il decreto, andra’ ad un Fondo rimpatri finalizzato a finanziare le spese di rimpatrio degli stranieri irregolari verso i Paesi di origine. La restante quota e’ assegnata ad altri capitoli di spesa del ministero dell’Interno.

Si preannuncia una stagione di proteste e ricorsi: di un eventuale futuro sconto della tassa non godra’ infatti chi presentera’ richiesta di soggiorno a partire dal 30 gennaio. Un ‘pasticcio’ cui si dovra’ porre rimedio per evitare disparita’. (ANSA)

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