Strade danneggiate da radici private. A Rimini nuove diffide e ordinanze
Il fenomeno degli alberi privati che danneggiano le sedi viarie pubbliche rappresenta un problema ricorrente e diffuso sul territorio comunale di Rimini: dal 2024 sono 646 le diffide inviate e 36 le ordinanze contingibili e urgenti, le ultime due emesse proprio in queste settimane.
I destinatari sono tenuti a intervenire entro i termini stabiliti, affidando i lavori a ditte specializzate: in caso contrario, sarà il Comune a eseguire direttamente gli interventi necessari, addebitando poi tutte le spese ai privati.
I due recenti provvedimenti riguardano situazioni analoghe in due diverse zone. Nel primo caso, le radici di un pino presente in una proprietà privata avevano sollevato e spaccato l'asfalto della strada adiacente, creando una situazione di pericolo per la circolazione. L'albero era stato successivamente abbattuto dai proprietari, ma il manto stradale non era mai stato ripristinato nonostante le precedenti richieste del Comune. L'ordinanza impone ora di rimuovere le radici residue e rifare la pavimentazione danneggiata. Il secondo caso riguarda un altro grande pino privato le cui radici avevano lesionato e sollevato il fondo stradale nelle vicinanze. I proprietari, già destinatari di una diffida, avevano nel frattempo eliminato i rami che interferivano con i cavi della pubblica illuminazione, ma non avevano provveduto al ripristino del tratto stradale compromesso. Anche in questo caso l'ordinanza li obbliga a rimuovere le radici e a restaurare il manto stradale, nel rispetto delle autorizzazioni necessarie.
Delle 36 ordinanze contingibili e urgenti 11 sono state emesse nel 2024, 15 nel 2025 e 10 nella prima parte del 2026. A queste si aggiunge un numero molto più consistente di diffide preventive inviate ai privati: 646 in tutto nel medesimo arco di tempo, di cui 290 nel 2024, 272 nel 2025 e 84 nel corso del 2026. Si tratta di uno strumento con cui l'Amministrazione tenta di ottenere gli interventi necessari prima di dover ricorrere a provvedimenti più stringenti.
Le ordinanze rappresentano la fase conclusiva di un percorso che nella grande maggioranza dei casi - ricorda l'Amministrazione Comunale di Rimini - prende avvio proprio dalla diffida, il ricorso a tale atto riguarda situazioni in cui il proprietario non ha dato seguito alle richieste del Comune, lasciando invariata una condizione di rischio per la pubblica incolumità.










