"Home run" per lo Stadio del Baseball: il Consiglio di stato chiude la partita
Una vicenda che si trascina da anni con continui rimpalli tra enti giudiziari. L’ultima sentenza sul destino dello stadio del baseball di Rimini sembra, finalmente, mettere la parola fine. Il Consiglio di Stato, infatti, ha respinto l’istanza di sospensione della sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna proposta dall’Asd Rimini Baseball e da Cesare Tescione che accoglieva le ragioni del Comune di Rimini in merito al rilascio dell’impianto sportivo di via Monaco. A seguito di questa pronuncia, quindi, si va avanti con le decisioni che il Tribunale Amministrativo aveva preso ad inizio dell'anno e quindi il Comune procederà alla ripresa dell’impianto. Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza di sospensione ritenendo che "l’interesse cautelare fatto valere dalla società privata riferito ad un rapporto di subconcessione ormai scaduto sia recessivo rispetto all’interesse pubblico alla riacquisizione dell’area demaniale". Quali a questo punto i tempi? L’amministrazione, pur non si sbilanciandosi su una data, fa sapere che saranno rapidi e che da subito ci si metterà al lavoro per organizzare il passaggio. In parallelo va avanti anche il percorso che passa attraverso l'Agenzia delle Entrate per cercare di recuperare quanto il privato deve al comune, in particolare in relazione al mancato pagamento delle utenze. Si tratta, fatti i conti, di circa 400mila euro totali.
Nel dettaglio la situazione debitoria nei confronti del Comune di Rimini da parte dei gestori dello stadio del baseball e dell'attività economica annessa riguarda diversi capitoli: utenze non pagate (periodo 2014/2018, 2019/2020 e 2021, 2022, 2023, 2024, 2025) circa 185 mila euro, in particolare per la funzionalità della pizzeria. TARI non pagata (dal 2018) tra stadio, attività economica e utenza privata 81mila euro. A questi si aggiungono altri tributi comunali per circa 130mila euro (anche l'insegna della pizzeria - fa sapere l'amministrazione - non è autorizzata).
Il Comune ha più volte in questi anni sollecitato la riscossione a norma di legge e nei mesi scorsi ha inviato formale diffida per sanzionare con la sospensione l'attività di ristorante a causa dei tributi non versati. Una possibilità che si rifà ad una legge del 2019.
"Il Comune di Rimini percorrerà tutte le strade di legge per ottenere sino all'ultimo centesimo quei 400mila euro di utenze e tributi dovuti e non versati. Sono soldi sottratti alla comunità riminese".












