Spiagge: l'attesa del "bando tipo" blocca le gare, ma il tempo è agli sgoccioli
Parlare di concessioni demaniali vuol dire ormai, da oltre un decennio, parlare di proroghe e rinvii. Ma anche di una incertezza che non aiuta gli operatori a guardare con tranquillità al futuro. Se ne parlerà alle 21 nel corso della trasmissione di Icaro TV (canale 18) "Fuori dall'Aula" in cui saranno ospiti Mauro Vanni, presidente di Confartigianato Imprese Demaniali, l'avvocato Andrea Arduini, specializzato in diritto amministrativo, e Gabriele Baschetti, socio dello Studio Skema. Sarà anche proposta un'ampia intervista all'assessora al demanio del comune di Rimini Valentina Ridolfi.
L’ultimo rinvio, in ordine di tempo, riguarda il cosiddetto bando – tipo nazionale per le evidenze pubbliche. Un documento che potrebbe essere cruciale per uniformare le future gare su tutto il territorio italiano. Il termine stabilito dal decreto-legge del 12 marzo 2026 era l’11 aprile. In quel giorno però nulla è arrivato dal Governo. Il 17 aprile, spiega però l’onorevole della Lega Jacopo Morrone, ci sarà una riunione informale della conferenza Stato-Regione nella quale si parlerà proprio dello schema del bando tipo. Ancora nessuna presentazione, comunque, perché restano da mettere in fila le numerose osservazioni arrivate da categorie e associazioni. In sostanza, il 17 sarà presentato alle Regioni il punto della situazione ma per il bando-tipo ci sarà ancora da attendere. Il documento dovrebbe rappresentare la base tecnica su cui si dovranno costruire i bandi per le concessioni con l’obiettivo di garantire condizioni uniformi di partecipazione e riducendo il rischio di contenziosi. Alcuni comuni italiani si sono però già mossi in autonomia. Anche perché il tempo è decisamente agli sgoccioli. La legge Salva-infrazioni del 2024 aveva previsto infatti la validità delle attuali concessioni fino al 30 settembre 2027 con le procedure competitive da avviare però entro il 30 giugno dello stesso anno. “Non accetteremo bandi calati dall’alto che non tengano conto delle specificità del nostro sistema balneare” ha detto più volte l’assessora regionale al turismo Roberta Frisoni spiegando però come sia fondamentale “costruire procedure che garantiscano una gestione ordinata delle evidenze pubbliche, evitando interruzioni o riduzioni dei servizi per cittadini e turisti”. Tra i nodi che restano da chiarire, quelli relativi al riconoscimento degli indennizzi ai concessionari uscenti e del valore aziendale. Aspetti su cui più volte l’Unione Europea ha detto “no”.












