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24 SCUOLE COINVOLTE

Spazi d'ascolto nelle scuole a Rimini: 180mila euro dalla Regione in 2 anni

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Gio 5 Mar 2026 14:21 ~ ultimo agg. 14:25
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Il Comune di Rimini, in collaborazione con le scuole del distretto e con l'AUSL, conferma il progetto dedicato a potenziare gli spazi d'ascolto nelle scuole, con un finanziamento regionale di circa 180 mila euro per il biennio 2025-2026. Avviato nel 2025, nell’ambito del piano finalizzato adolescenza (Piani di Zona) il progetto mira a migliorare il benessere psicologico degli adolescenti, rispondendo a un bisogno crescente di ascolto e supporto tra i giovani. Ed è in linea con le recenti Linee guida promosse dalla Regione sugli sportelli d'ascolto come importanti presidi di promozione del benessere e precoce intercettazione delle problematiche giovanili. 
 
Il progetto coinvolge 24 scuole del distretto di Rimini — 12 secondarie di primo grado e 12 di secondo grado — e si inserisce in un quadro regionale in crescita: nel 2026, il 63% delle scuole ha attivato spazi d'ascolto, con una copertura che raggiunge il 93% delle scuole medie e il 96% delle superiori a livello regionale. Gli spazi d'ascolto sono concepiti non come semplici sportelli di consulenza, ma come presidi educativi permanenti, dove studenti, insegnanti e famiglie possono confrontarsi con professionisti qualificati — psicologi e pedagogisti — attraverso colloqui individuali, gruppi di supporto e progetti in classe, con un'attenzione particolare alla prevenzione del disagio psicologico.
 
A partire da quest'anno, il percorso si sta strutturando in un vero e proprio patto di rete, che sarà sottoscritto da tutti i soggetti coinvolti: dirigenti scolastici, servizi AUSL dedicati ai giovani (dalla neuropsichiatria infantile al consultorio) ed enti locali con competenze su scuola, tutela dei minori e politiche giovanili. L'obiettivo è far dialogare questi tre mondi, consentendo a ciascuno di operare nel proprio ambito e di interagire con gli altri, nella consapevolezza che i ragazzi vivono sia dentro che fuori dalla scuola. Oltre all’assemblea plenaria di confronto generale, il lavoro si organizza in gruppi tematici — tra cui appunto gli spazi d’ascolto, ma sono previsti anche spazi di inclusione scolastica e la gestione dei percorsi quando un minore è già in carico ai servizi.
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