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la denuncia dei correntisti

Sparito mezzo milione di risparmi, direttore di banca a giudizio per truffa

In foto: il tribunale di Rimini
il tribunale di Rimini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Sab 18 Apr 2026 14:31 ~ ultimo agg. 15:52
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E’ accusato di aver dilapidato i risparmi di una vita di una decina di famiglie riminesi, che, dopo anni, hanno scoperto casualmente che sui rispettivi conti correnti, aperti in un istituto di credito sammarinese, non era rimasto più nulla. Anzi, in molti casi, erano addirittura loro stessi diventati debitori del medesimo istituto, chi di 15, chi di 20, chi di 30mila euro, senza aver mai rilasciato alcun mandato per l’apertura di conti correnti a debito. A distanza di quasi tre anni dall'esposto presentato alla Procura di Rimini dai nove correntisti che oggi risultano persone offese, l'ex direttore di filiale di un istituto di credito sammarinese, un 58enne nato a Rimini e residente sul Titano, difeso dagli avvocati Francesco Pisciotti e Massimiliano Giacumbo, ha ricevuto il decreto di citazione diretta a giudizio per truffa e appropriazione indebita aggravate. Il prossimo 7 ottobre dovrà comparire davanti al giudice del tribunale di Rimini competente per l'udienza predibattimentale, dove in quella sede potrebbe decidere di avvalersi anche di riti alternativi. 

Secondo quanto ricostruito dall'accusa, l’ex direttore di banca avrebbe sfruttato i consolidati rapporti personali – in alcuni casi fraterni – con i correntisti per convincerli ad affidargli i loro risparmi. Lui, in cambio, avrebbe fornito rassicurazioni su investimenti “a basso rischio” e con rendimenti fissi. Le famiglie che si erano rivolte a lui lo conoscevano da anni, lo avevano seguito nei vari spostamenti nei diversi istituti di credito e, soprattutto, non avevano mai avuto modo di dubitare della sua onestà e della sue capacità. Fino a quando una correntista, recatasi in banca a San Marino per prelevare una somma, si accorse che il suo conto era in rosso. E così anche quello di sua madre e di suo padre. Le successive indagini hanno poi permesso di portare alla luce il modus operandi dell'imputato, che all'insaputa dei suoi clienti avrebbe effettuato investimenti in titoli di credito in valuta estera, anche a carattere altamente speculativo, oltre ad appropriarsi di svariate somme di denaro facendo uso di distinte bancarie a firma contraffatta o agendo direttamente sui loro conti. Le somme complessive sparite, riferite alle nove persone offese, sei delle quali assistite dall'avvocato Piero Venturi, ammonterebbero a 530mila euro. Per alcune di queste somme, però, verrà dichiarata l'improcedibilità per intervenuta prescrizione del reato. 

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