Spaccio e furti in abitazione, i 20 imputati scelgono riti alternativi
Rito abbreviato o patteggiamento. Sono queste le strade scelte dai 20 imputati, la maggior parte di nazionalità albanese, finiti nel febbraio 2025 al centro di un'inchiesta della Procura di Rimini sul traffico di sostanze stupefacenti (soprattutto cocaina e hashish) e furti in abitazione. 61 in totale i soggetti destinatari di misure cautelari, definiti dalla gip di Rimini Raffaella Ceccarelli, "veri e propri imprenditori del crimine". Da una parte c'erano i ladri d'appartamento, dall'altra i trafficanti di stupefacenti. Spesso il provento dei furti in abitazione veniva reinvestito nell'acquisto della cocaina, che arrivava via terra o via mare dall'Albania per poi essere smerciata e venduta non solo in provincia di Rimini, ma su tutto il territorio nazionale.
Le indagini dei carabinieri di Riccione, coordinati dal sostituto procuratore Davide Ercolani, hanno potuto appurare un frequente turnover di spacciatori, con la droga che veniva venduta all'ingrosso o al dettaglio. Per movimentarla venivano usate delle auto con speciali doppifondi con sistemi idraulici di apertura e chiusura. Almeno trenta, invece, i colpi in abitazione tentati o consumati, per lo più a Rimini e Riccione, alcuni compiuti anche a Coriano, San Giovanni in Marignano, Cesena e Sogliano al Rubicone. Ci fu poi un unico episodio di rapina, avvenuto nell'agosto 2025 a Rimini, con la compiacenza di un 60enne appuntato scelto dei carabinieri, all'epoca dei fatti in servizio al comando provinciale di Rimini, e ora in pensione. Per lui e per gli altri 19 imputati, difesi a vario titolo dagli avvocati Nicolas Cicchini, Massimiliano Orrù, Nicolò Durzi, Tiziana Casali, Francesca Mavilla, Giuliano Renzi, Luca Montebelli e Alessando Falzoni, si va verso la scelta di riti alternativi.












