Indietro
menu
omicidio paganelli

Slitta la testimonianza di Valeria e i suoi legali bacchettano la Procura

In foto: Valeria Bartolucci all'arrivo in tribunale accompagnata dai suoi legali
Valeria Bartolucci all'arrivo in tribunale accompagnata dai suoi legali
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 3 min
Mar 13 Gen 2026 00:57 ~ ultimo agg. 02:51
Tempo di lettura 3 min

Doveva essere il giorno di Valeria Bartolucci, chiamata a deporre in Corte d'Assise nel processo che vede il marito, Louis Dassilva, unico imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli. Invece l'infermiera riminese sul banco dei testimoni non ci è mai salita. 'Colpa' dell'eccessivo numero di testi che l'hanno preceduta, oltre dieci, sfilati nell'aula Falcone-Borsellino del tribunale di Rimini a partire dalle ore 9.

La deposizione di Valeria era stata fissata per le 17. Arrivata nel palazzo di giustizia con un quarto d'ora d'anticipo, è stata circondata da cameraman e giornalisti. A scortarla fin dentro il tribunale i suoi avvocati, Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini. Valeria non ha comprensibilmente risposto alle domande dei cronisti, tirando dritto senza fiatare. Avrebbe voluto rispondere, invece, alle domande del pubblico ministero Daniele Paci e delle altri parti in causa, nonostante avesse la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere in quanto coniuge dell'imputato e, da pochi giorni, anche in qualità di persona indagata per false dichiarazioni al pm e favoreggiamento personale in un procedimento connesso a quello dell'omicidio della Paganelli. Stando alle indagini della Squadra Mobile di Rimini, Valeria avrebbe cercato fin dalle prime fasi dell'inchiesta di creare un alibi al marito, cercando così di allontanare da lui i sospetti degli inquirenti. 

La donna ha atteso pazientemente il suo turno nei corridoi del tribunale per circa tre ore, poi lo stop all'udienza per limiti di tempo, decretato dalla presidente della Corte, Fiorella Casadei, e il ritorno a casa. Quando verrà risentita? "Non nella prossima udienza calendarizzata lunedì 26 gennaio", giurano i suoi avvocati che in quella data non potranno essere presenti per precedenti impegni assunti. E proprio le modalità della convocazione e la lunga e inutile attesa non sono piaciute ai difensori, che all'uscita dal tribunale hanno bacchettato il pm Paci: "Era facile prevedere che non si sarebbe potuto svolgere l'esame della signora Bartolucci, ma nonostante ciò è stata comunque convocata. Quello del pm è stato un comportamento poco rispettoso e quindi criticabile", ha spiegato risentito l'avvocato Petroncini.

L'auspicio ora è che venga convocata in una data successiva al 26 gennaio, "altrimenti, se il pubblico ministero dovesse fissare la sua deposizione nel corso della prossima udienza, Valeria non si presenterà", assicura sempre Petroncini. Che insieme alla collega Rinaldi ha evidenziato quello che entrambi ritengono un grave errore di notifica relativo ai reati contestati dalla Procura di Rimini alla Bartolucci: "Valeria è stata identificata esclusivamente per le false informazioni al pm - hanno sostenuto i suoi legali -. Poi, che nella citazione a testimoniare sia indicato un ulteriore reato (quello di favoreggiamento, ndr) poco rileva poiché non ha il valore giuridico paragonabile all'elezione di domicilio. Una cosa è certa, il pubblico ministero ha sbagliato e in un processo di questo spessore, per omicidio, un po' di attenzione a non commettere errori così evidenti sarebbe anche lecito aspettarsela. Di sicuro è un vizio, vedremo se superabile. Quello che ancora non si dice chiaramente è per che cosa la signora Bartolucci sarebbe indagata, senza poi entrare nel merito di un'indagine che la vede iscritta nel registro degli indagati nonostante sia la coniuge dell'imputato". 

Le uniche parole, davanti ai giornalisti, Valeria le ha dedicate al marito: "Mi sarebbe piaciuto poter salutare Louis in aula, anche solo con lo sguardo. Questo sì", ha detto la donna, pronta a continuare la sua battaglia per dimostrare l'innocenza del proprio uomo.  

Altre notizie
di Redazione