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GDF e Digos

Sequestro di 8 milioni. Indagine nata dopo la cessione della Rimini calcio

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Otto milioni di euro complessivi sequestrati tra crediti, immobili e società in esecuzione di una vasta operazione condotta dalla Procura della Repubblica di Rimini in coordinamento con le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Rimini e la Squadra Mobile e la D.I.G.O.S. della Questura di Rimini.

Le forze dell’ordine hanno eseguito perquisizioni nelle province di Caserta, Monza-Brianza, Ascoli Piceno e Rimini. Sette le persone indagate, tra cui un esponente della criminalità organizzata, per reati di truffa aggravata, indebita compensazione, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali illeciti e bancarotta fraudolenta.

Le indagini, cominciate a seguito della cessione della proprietà del Rimini Calcio nel mese di agosto 2025, hanno consentito di accertare che i nuovi amministratori hanno estinto in pochissimi giorni gli ingenti debiti tributari e contributivi, per oltre 750.000 euro, che gravavano da anni nei confronti di Erario, INPS e INAIL, utilizzando in compensazione crediti d’imposta risultati inesistenti. 

Secondo la ricostruzione la filiera finanziaria e hanno scoperto che i crediti erano stati generati da una società con sede a Scafati (CE), priva dei requisiti necessari, la cui partita IVA risultava, tra l’altro, cessata, e successivamente ceduti ad una seconda società con sede a Caserta, preposta per commercializzarli sull’intero territorio nazionale, di cui una parte dirottata sulla società riminese. 

Nelle indagini sono emersi concreti elementi sul coinvolgimento nella gestione di fatto della società sportiva di un soggetto indagato nell’ambito di altra indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno per i reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione, per i quali l’Autorità Giudiziaria competente aveva disposto, per quei reati, un provvedimento di custodia cautelare in carcere.

Le condotte illecite riscontrate nella gestione, tra cui anche alcune operazioni ritenute distrattive ai danni dei creditori, hanno aggravato il dissesto della società riminese, per la quale il locale Tribunale ha disposto il fallimento mediante apertura della procedura di liquidazione giudiziale.

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