Sciopero nel settore edile. I sindacati chiedono una cultura della sicurezza
Obiettivo della mobilitazione, con tanto di presidio davanti alla sede della provincia di Rimini, riportare al centro dell’attenzione la questione delle morti sul lavoro, dopo i tre incidenti mortali dall’inizio dell’anno nei cantieri riminese. Sotto accusa, da parte del sindacato, la mancata applicazione delle norme in vigore sul tema della sicurezza sul lavoro e la “corsa al profitto” da parte di molte delle 600 imprese edili del territorio.
Le organizzazioni sindacali avevano anche richiesto una seduta aperta del Consiglio provinciale da tenersi in tempi brevi, ma al momento è stata solo convocata una riunione dei Capigrupo e della Commissione lavoro del Consiglio. Alla riunione, che si è svolta oggi pomeriggio e alla quale hanno partecipato anche il Presidente Ferdinando Fabbri e l’assessore Maurizio Taormina, è stata invitata una delegazione sindacale con i rappresentanti di CGIL CISL UIL e dei lavoratori in sciopero. Da parte degli intervenuti è stato posto l’accento sulla necessità di una nuova e più forte cultura della sicurezza e della legalità capace di rimuovere alla radice lo stato di precarietà e debolezza in cui si trovano tanti lavoratori, in particolare giovani ed extracomunitari. E sono stati proprio due lavoratori extracomunitari provenienti dal Senegal e dalla Costa d’Avorio a raccontare i loro problemi di inserimento e la necessità di fare opera di prevenzione attraverso corsi di formazione e informazione, possibilmente con strumenti che non siano solo in lingua italiana. Tre le proposte avanzate dalla Provincia: l’apertura di un tavolo di concertazione per stabilire, ognuno nel proprio ruolo, cosa fare per affrontare il fenomeno; l’invio, con l’accordo delle associazioni datoriali, alle 32 mila imprese provinciali di una lettera che li invita a rispettare le leggi; un vademecum sulla sicurezza per i lavoratori tradotto in più lingue. L’assessore Taormina si è anche impegnato per la convocazione a breve tempo di una seduta aperta del Consiglio provinciale e a sollecitare il Prefetto sulla questione della scarsità di organici preposti al controllo delle aziende per verificarne la regolarità.
L’adesione allo sciopero di oggi, informano i sindacati, ha toccato l’80%












