Indietro
menu
Newsrimini Rubicone

Savignano: sabato al Moderno replica per ‘Parent Serpent’

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Gio 6 Apr 2006 10:39 ~ ultimo agg. 11 Mag 15:36
Tempo di lettura 2 min

Dopo il debutto di sabato scorso, sabato la Compagnia della Speranza replica al Teatro Moderno di Savignano lo spettacolo dialettale “Parént Serpént”. L’appuntamento è per le 21.
(Prenotazioni biglietti Agenzia Delta 0541 945894).

La presentazione dello spettacolo:

Una farsa comico-nera firmata Giovanni Spagnoli, con la regia di Gianpaolo Gobbi e scene di Franco Focante e Roberta Cappelli.
Nei panni degli otto personaggi ideati da Spagnoli, Aba Sartini, Roberta Cappelli, Marco Garattoni, Simona Garatoni, Daniele Garattoni, Marisa Nanni, Achille Galassi, Gianpaolo Gobbi e Matteo Berti.
“Parént Serpént” ovvero quando le parentele sono come le scarpe, più sono
strette e più fanno male. In un contesto paradossale si mette in evidenza in
modo farsesco e volutamente estremizzato il rapporto con il denaro e con il
possesso. C’è chi ha un rapporto distaccato e chi si fa prendere candidamente la mano dalla bramosia arrivando a ipotizzare rimedi estremi.
“Il testo – spiega il regista Gobbi – è comicamente congegnato e propone un uso non solito del dialetto, uscendo dagli stereotipi del teatro dialettale.
Finalmente!”.
Con il 2006 salgono a 34 i compleanni della Filodrammatica, che coglie l’occasione per ricordare agli autori di teatro dialettale dell’Emilia Romagna l’appuntamento con il “Premio Montanari”, giunto ormai alla sua quinta edizione, con scadenza il 30 settembre 2006.
In palio 1000 euro per il miglior testo in lingua dialettale e la diffusione
degli elaborati in tutti i circuiti legati al teatro vernacolare.
Il Premio Montanari nasce in seno alla Filodrammatica della Speranza di Savignano sul Rubicone nel 1997 con l’obiettivo di incentivare la produzione di testi dedicati al teatro dialettale emiliano romagnolo. Un’iniziativa
che ha riscosso immediatamente l’interesse degli addetti ai lavori e che ha potuto contare sin dagli inizi sul contributo di un grande estimatore e sostenitore del dialetto come Ivano Marescotti, padrino delle prime edizioni
del Premio nelle vesti di presidente di giuria.

Altre notizie